Non è possibile clonare mammut senza esemplare vivo secondo biologa

Secondo la biologa evolutiva Beth Shapiro, autrice del libro How to Clone a Mammoth: The Science of De-Extinction, ad oggi non è possibile clonare un mammut lanoso, per fare l’esempio di un animale estinto i cui resti sono stati ritrovati, se non si ha accesso ad un mammut lanoso vivo.
La Shapiro ha tenuto un discorso presso il campus dell’Università della California, Santa Cruz, su vari aspetti del DNA antico.

Quando si è giunti alla questione, molto dibattuta anche a livello etico, riguardo alla possibilità di poter riportare in vita una specie estinta, la biologa è stata molto chiara: “Non è possibile riportare in vita mammut, o piccioni viaggiatori, o uomini di Neanderthal, o Adolf Hitler, o il dodo, o gatti dai denti a sciabola, i dinosauri, il tilacino, il grande auk (Pinguinus impennis, ndr), il parrocchetto della Carolina o il Rheobatrachus (genere di rana australiana estintasi a metà degli anni 80, ndr)”.
Secondo la scienziata è possibile solo, grazie a progressi tecnologici odierni, creare una corrispondenza genetica in una creatura vivente: “Noi e chiunque altro siamo molto più che la sequenza delle A, C, G e T che compongono il codice del nostro DNA”.

Questo non vuol dire, tuttavia, che una tecnologia come CRISPR non possa risultare utile per aiutare le specie che sono attualmente in pericolo di estinzione. CRISPR, infatti, consente di cercare una determinata sequenza genetica e di sostituirla con una sequenza di un altro animale o addirittura di un’altra specie.
In sostanza, secondo la scienziata, è possibile organizzare un “salvataggio genetico” aumentando la diversità e la resilienza in una popolazione animale utilizzando determinate sequenze genetiche. Una strategia simile, per esempio, ha funzionato per il castagno americano, pianta all’interno della quale è stato introdotto un gene più resistente.

Queste tecnologie, secondo la ricercatrice, servono sostanzialmente a fare quelle cose che normalmente facciamo nel corso di migliaia di anni tramite l’evoluzione, ossia prove ed errori per arrivare ad una soluzione migliore. Ovviamente il tutto in un tempo molto più breve.

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