Nostre menti digitalizzate in coscienza collettiva già dal 2050 secondo scienziati

Al World Government Summit tenutosi a Dubai, tra i vari argomenti scientifici, ipertecnologici e futuristici che sono stati affrontati durante le conferenze, è stata trattata anche la questione della cosiddetta coscienza collettiva che, secondo alcuni futuristi, la farà da padrone tra qualche decennio.
Si tratta di un sistema digitale, che oggi potremmo definire “cloud”, il quale, invece di integrare semplici software come avviene su un qualunque server, sarà composto dalle coscienze di tutte le persone che ne vorranno far parte.

Basata sull’intelligenza artificiale, questa intelligenza ibrida potrà contare sulle intelligenze singole delle persone e sulle menti di queste ultime e proprio per questo potrebbe crescere esponenzialmente.
HIBA (Hybrid Intelligence Biometric Avatar) sarà, secondo Marko Karjnovic, scienziato che ha proposto l’idea alla conferenza Museum of the Future, “una piattaforma open source per l’umanità”.

Secondo lo scienziato questo sistema di intelligenza artificiale collegherà le menti più intelligenti combinandole permettendo, tra l’altro, alle stesse persone di comunicare senza utilizzare né la parola né altri mezzi fisici, ma semplicemente il pensiero trasmesso direttamente dal cervello al cloud.

Il sistema, tramite interfacce cerebrali impiantate direttamente nel cervello e collegati perennemente alla Rete, permetterà anche di entrare in contatto con amici, familiari o colleghi di lavoro, proprio come avviene oggi con Facebook, ma il tutto funzionerà letteralmente alla velocità del pensiero.
Sempre secondo gli scienziati, gli esseri umani saranno in grado di collegarsi a HIBA già entro il 2050, momento in cui buona parte della popolazione potrà fondersi e le persone potranno trovarsi ovunque, in qualsiasi momento.

Fonti e approfondimenti



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