Notevoli livelli di mercurio, arsenico e piombo trovati nel sangue degli squali

Il dottor Pieter Koen che preleva sangue da uno squalo momentaneamente catturato al largo del Sudafrica (credito: Neil Hammerschlag, Ph.D.)

Un nuovo studio conferma che i livelli di inquinamento dei mari possono rivelarsi molto pericolosi anche per gli squali. Notevoli concentrazioni di mercurio, arsenico e piombo sono stati infatti trovati in vari campioni di sangue prelevati da 43 squali bianchi al largo delle coste del Sudafrica.
Questi livelli, secondo i ricercatori, possono essere considerati tossici per molti animali anche se per questi squali non sono state rilevate grosse conseguenze negative a livello di salute.

I ricercatori hanno infatti misurato vari parametri come i livelli di globuli bianchi e di granulociti e non hanno rilevato grossi problemi a livello di sistema immunitario.
Questo può significare che una sorta di meccanismo di protezione si attiva negli squali all’esposizione di livelli che possono essere considerati alti di metalli pesanti, come afferma Liza Merly, autrice principale dello studio nonché docente presso l’Università di Miami.

I ricercatori hanno analizzato proprio gli squali in quanto quest’ultimi, essendo predatori apicali, accumulano tutte le biotossine che ingeriscono quando catturano le prede che mangiano. Misurando dunque le concentrazioni di tossine nel sangue degli squali, si può avere una buona idea dei livelli di inquinamento da metalli pesanti in una specifica regione marina, come spiega Neil Hammerschlag, altro autore dello studio e professore presso la Rosenstiel School e Abess Center for Ecosystem Science and Policy dell’Università di Miami.

Ciò significa che se gli squali presentano alti livelli di tossine nel sangue, è molto probabile che anche molti altri pesci presentino queste sostanze inquinanti all’interno del proprio corpo. Magari pesci e animali marini che possono finire sulle tavole.

Fonti e approfondimenti

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