Novembre 2020 è stato il novembre più caldo mai registrato

Credito: MrTriSkin, Pixabay, 5765427

Continuano a susseguirsi i record per quanto riguarda i mesi più caldi di questo 2020, così come quelli relativi agli ultimi anni, anch’essi da record. I responsabili del Copernicus Climate Change Service (C3S) annunciano che novembre 2020 è stato il novembre più caldo mai registrato sul nostro pianeta e queste inusuali temperature alte hanno riguardato anche l’Europa.

Novembre 2020 batte record precedente di 0,1 gradi

Come rileva il C3S, infatti, novembre 2020 è stato caratterizzato da una temperatura media di 0,8° centigradi più calda della media registrata tra il 1981 e il 2010 e battere il record precedente di 0,1° centigradi.
Per quanto riguarda il periodo settembre-novembre, le stesse temperature in Europa sono risultati di 1,9° centigradi maggiori rispetto a quelle del 1981-2010 e di 0,4° centigradi più grandi rispetto alla media del 2006, il record precedente.

2020 è già uno dei tre anni più caldi mai registrati

Anche in questo caso, come specifica il direttore di C3S Carlo Buontempo, si tratta di dati in linea con quello che ci si aspettava nel contesto del riscaldamento globale in corso. Ci si aspetta, per esempio, che il 2020 sia uno dei tre anni più caldi mai registrati.
Lo stesso 2020 ha diverse possibilità, però, di diventare l’anno più caldo mai registrato in quanto, fino a questo momento, i risultati sono più o meno simili a quelli del 2016, l’anno più caldo mai registrato. Non c’è da stupirsi ma i dati al contempo sembrano più che preoccupanti considerando che i cinque anni più caldi mai registrati sono tutti avvenuti dopo il 2015.

Ghiaccio marino dell’Artico si scioglie sempre di più

Tra gli altri dati forniti dal C3S grazie alle immagini scattate dai suoi satelliti c’è quello relativo all’estensione del ghiaccio marino dell’Artico: quella di novembre 2020 è la più bassa di tutti i mesi di novembre mai registrati per questa speciale classifica, registrazioni che in questo caso sono partite nel 1979.
Le tendenze più preoccupanti, secondo i ricercatori, riguardano il mare di Kara, l’arcipelago canadese orientale e la baia di Baffin.

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