
Una nuova pellicola molto sottile su cui le immagini sembrano “fluttuare”, mostrando una parallasse regolare, è stata sviluppata da un team di ricercatori dell’Università Soochow in Cina. Uno degli scienziati che guida del team di ricerca, Su Shen, spiega che questa pellicola per l’imaging riflettente ultrasottile può creare un’immagine la quale può essere visualizzata da varie angolazioni e questa stessa immagine “sembra avere una profondità fisica”.
La pellicola è sottilissima
La pellicola in questione è così sottile che può essere praticamente posta su qualsiasi superficie come se fosse un’etichetta oppure un adesivo. Essendo trasparente può essere adattata anche sulle banconote o sulle carte d’identità per una serie di funzioni tutte da immaginare.
La nuova pellicola, descritta in uno studio apparso sulla rivista Optics Letters, ha uno spessore di soli 25 micron, circa il doppio dello spessore di una pellicola di plastica domestica.
Imaging del campo luminoso
Per crearla i ricercatori hanno usato una tecnologia denominata “imaging del campo luminoso”. È sempre stata una delle sfide più incredibili in tutto il settore dell’ottica quella relativa alla realizzazione dell’imaging 3D senza utilizzare vetro e con le immagini che abbiano un campo visivo ampio, un livello di parallasse uniforme e una gamma di profondità focalizzabile ampia in condizioni di osservazioni naturali, come spiega la stessa Shen “Il nostro approccio offre un modo innovativo per ottenere immagini 3D vivide che non causano fastidio o affaticamento visivo, sono facili da vedere ad occhio nudo ed esteticamente gradevoli”, spiega ancora la scienziata.
Qualche esperimento
Per il momento i ricercatori hanno usato la pellicola solo per fare qualche esperimento. Hanno per esempio creato l’immagine 3D di un dado cubico il quale poteva essere visto, come se fosse un ologramma, da varie angolazioni. Hanno creato anche u la pellicola che mostra le immagini 3D n luogo fluttuante, un’idea per un eventuale elemento decorativo da porre, ad esempio, sulla parte retrostante di uno smartphone.
In ogni caso le eventuali applicazioni di una tecnica del genere (chiamata dello studio “litografia di nanoimprinting a polimerizzazione UV a rilascio automatico”) potrebbero essere davvero numerose anche perché i ricercatori hanno sviluppato il metodo in modo che possa essere riprodotto anche su uno schermo trasparente, invece che su una pellicola.[1]


