Nuova plastica riciclabile fatta con bucce di agrumi e polpa di barbabietola da zucchero

Credito: Ulrike Leone, Pixabay, 3004778

Una nuova tecnologia per utilizzare i rifiuti agricoli che contengono pectina, e dunque anche bucce di agrumi e polpe di barbabietola da zucchero, per creare un nuovo tipo di plastica riciclabile è stato ideato da un gruppo di ricerca del Centro di Ricerca Tecnica VTT, Finlandia.

Plastica PEF a base biologica

Con questo nuovo metodo gli scienziati dichiarano di aver prodotto plastica PEF a base biologica per sostituire la classica plastica PET, quella che sostanzialmente si fa con il petrolio. Ne consegue che l’impronta di carbonio di questa nuova tipologia di plastica risulterà ben inferiore, con conseguenti aspetti positivi per la natura.

PET (polietilene tereftalato)

Il PET (polietilene tereftalato), così come altri poliesteri, una delle tipologie di plastica più utilizzate: viene usato negli imballaggi per gli alimenti, nei tessuti e soprattutto nelle bottiglie di plastica, uno degli oggetti di consumo che sono maggiormente responsabile dell’inquinamento da plastica. Ogni anno vengono prodotti 30 milioni di tonnellate di PET. Sostituire il PET con polimeri a base di PEF (polietilene furanoato), e dunque a base vegetale, sarebbe dunque un grosso passo avanti.

Succo d’arancia da una bottiglia che è fatta da bucce di arancia

L’obiettivo, come lascia intendere Holger Pöhler, ricercatore del VTT, è quello di arrivare ad un giorno in cui si potrà bere il succo d’arancia da una bottiglia che è fatta da bucce di arancia.
Inoltre la plastica PEF è migliore rispetto al PET non solo perché è riciclabile, e dunque rinnovabile, ma anche perché gli alimenti imballati con una plastica del genere potranno contare su un periodo di conservazione più lungo.

Transizione a produzione industriale non difficoltosa

Nella ricerca, pubblicata su Green Chemistry, viene descritto con dettaglio il metodo utilizzato dagli scienziati per produrre questa plastica a base di pectina, una tecnologia che potrebbe essere presto portata a livello di produzione industriale in quanto la transizione dalla produzione di polimeri classici a quella di polimeri a base di PEF non dovrebbe essere troppo dolorosa o difficoltosa.

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