Nuova simulazione di buco nero prodotta dalla NASA mostra distorsione della luce nel disco

Immagine che spiega vari aspetti di un buco nero in rotazione e del disco che lo circonda (credito: Goddard Space Flight Center della NASA / Jeremy Schnittman)

Una nuova simulazione grafica di un buco nero e del materiale che gli ruota intorno è stata realizzata da un gruppo di ricercatori della NASA.
Questa animazione (scorri in basso per visualizzarla) a tratti psichedelica mostra in particolare come il buco nero mostra può deformare il materiale che lo circonda e la luce stessa.

Buchi neri al centro delle galassie

Di solito questi buchi neri più potenti e attivi, definiti buchi neri supermassicci, si trovano al centro delle galassie, dove il materiale da “divorare” è quasi sempre disponibile. Questi buchi neri enormi rappresentano il “motore” che fa ruotare le stelle e tutto il materiale delle galassie. Anche al centro della via Lattea ce n’è uno.

Corsie chiare e corsie più scure

Nella simulazione si può notare l’aspetto deforme causato dalla gravità estrema prodotta dal buco nero che inclina anche la luce.
Nelle aree più vicina buco nero, il materiale e il gas cominciano ad abitare a velocità prossime a quella della luce a differenza delle aree più esterne che ruotano un po’ più lentamente. Ciò produce corsie chiare e corsie più scure nel disco che circonda il buco nero.

Disco più luminoso sulla sinistra

Inoltre lo stesso disco, visto di lato, appare più luminoso sulla sinistra e più scuro sulla destra. Questo si spiega facilmente nel fatto che il gas incandescente sulla sinistra si muove verso l’osservatore mentre quello a destra si allontana. Se vediamo il disco invece esattamente di fronte i gas assumono lo stesso colore perché quel materiale non si muove o si allontana rispetto alla posizione dell’osservatore.

Anello fotonico

Nella stessa simulazione si può inoltre notare il cosiddetto “anello fotonico”, provocato dalla flessione della luce prodotta dalla gravità che nella parte inferiore del disco diventa ancora più potente fino a delineare l’ombra del buco nero, un’area che è circa due volte più grande dell’orizzonte degli eventi e che rappresenta il vero punto di non ritorno.

Software di simulazione sempre più potenti

“Fino a poco tempo fa, queste visualizzazioni erano limitate alla nostra immaginazione e ai programmi per computer. Non avrei mai pensato che sarebbe stato possibile vedere un vero buco nero”, dichiara Jeremy Schnittman, uno degli autori che hanno generato questa simulazione utilizzando un software personalizzato del Goddard Space Flight Center della NASA.
Lo stesso Schnittman sottolinea quanto queste simulazioni possano oggi aiutarci a visualizzare ciò che Einstein intendeva quando parlava di gravità che deformava il tessuto dello spazio e del tempo.

La simulazione animata del buco nero

La simulazione del buco nero (credito: Goddard Space Flight Center della NASA / Jeremy Schnittman)

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