Nuova stazione di terra per comunicazioni ottiche con navicelle nello spazio costruita in Australia

Un telescopio ottico di 0,7 metri che verrà utilizzato per la stazione di terra. Credito: ICRAR/UWA.

Una nuova stazione per le comunicazioni tra i veicoli spaziali e la terra è in costruzione nell’Australia occidentale. Questa stazione di terra per comunicazioni avanzate potrà essere utilizzata, come riferisce il comunicato del Centro internazionale per la ricerca in radioastronomia (ICRAR), anche per la prossima missione della NASA che dovrebbe vedere l’atterraggio di esseri umani sulla Luna (missione Artemis, il cui lancio dovrebbe avvenire nel 2024).

L’installazione della stazione per le comunicazioni avverrà presso l’Università dell’Australia Occidentale (UWA). Si tratta di un’iniziativa dell’ICRAR insieme all’Astrophotonics Group dell’UWA, all’ARC Center of Excellence for Engineered Quantum Systems (EQUS) e al partner industriale del Regno Unito Goonhilly Earth Station.
La stazione permetterà di ricevere e di mandare comunicazioni ottiche, una tecnologia emergente che si spera possa essere più utile delle comunicazioni radio per quanto riguarda la comunicazione con le navicelle spaziali.

A spiegare la nuova tecnologia che sarà utilizzata da questa nuova stazione di terra è Sascha Schediwy, uno dei leader dell’Astrophotonics Group coinvolto nel progetto: “Le comunicazioni laser ottiche in spazio libero presentano numerosi vantaggi rispetto alla radio, tra cui velocità di trasmissione dati notevolmente più elevate e trasferimento dei dati a prova di hacker. È la prossima generazione di comunicazioni spaziali ed è probabile che sarà il modo in cui vedremo i filmati ad alta definizione della prima donna che camminerà sulla Luna”.

Oltre alle comunicazioni spaziali questa stazione di terra potrebbe essere utilizzata anche per le applicazioni di fisica fondamentale, per le scienze della terra e per la geofisica. Inoltre secondo Andrew White, direttore di EQUS, questa stazione di terra potrebbe contribuire anche allo sviluppo del cosiddetto “Internet quantistico”, una rete globale di trasmissioni dati che utilizzerà la distribuzione delle chiavi quantistiche tramite collegamenti ottici a satelliti quantistici.

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