Nuova stella serpentina vissuta 66 milioni di anni fa identificata da paleontologi

Fossile di Ophiomitrella floorae visto da due angolazioni diverse (credito: DOI: 10.7717/peerj.9671)

Una nuova specie di stella serpentina (Ophiuroidea), un animale simile alle stelle marine, vissuta più di 66 milioni di anni fa è stata scoperta da un team di paleontologi musei di storia naturale del Lussemburgo e di Maastricht.
Questo nuovo animale marino, denominato Ophiomitrella floorae, viveva nel mare che una volta copriva gli odierni Paesi Bassi, un mare allora abbastanza caldo e poco profondo, proprio durante il periodo dell’estinzione che vide la scomparsa, tra gli altri, anche dei dinosauri, un’estinzione di massa molto probabilmente provocata dall’impatto di un meteorite al largo delle coste messicane.

La traccia fossile, scoperta a più di vent’anni fa, è stata analizzata in maniera approfondita solo ora. Il nome si rifà ad un cantante metal olandese, Floor Jansen.
Il fossile fu notato da un amatore collezionista di fossili durante una sua escursione nei pressi di una cava vicino a Maastricht, in Olanda. Si è trattato di un colpo di fortuna in quanto il fossile era davvero molto piccolo, più piccolo di altri fossili di stelle serpentine già scoperti in passato.
20 anni dopo la scoperta i ricercatori Ben Thuy e Lea Numberger, due paleontologi del Museo di Storia Naturale del Lussemburgo, hanno riesaminato questo fossile, una nuova analisi resa possibile anche dai progressi che intanto sono stati fatti nel campo.

“Siamo stati incredibilmente fortunati ad avere sia resti scheletrici microscopici che uno scheletro fossile completo della stessa specie di stelle serpentine”, spiega Thuy. Secondo i ricercatori questo animale viveva in un mare poco profondo differentemente da altre specie di stelle serpentine che oggi vivono nelle profondità del mare. Questo significa che c’è stata un’evoluzione che ha visto questi animali cercare di vivere sempre più in profondità di generazione in generazione.
Inoltre il fossile scoperto 20 anni fa è stato ritrovato avvolto intorno al gambo di un giglio di mare (Crinoidea), un echinoderma bentonico che di solito vive sul fondale, cosa che suggerisce che le due specie probabilmente interagivano molto da vicino per sopravvivere; anzi secondo John Jagt, un altro paleontologo che ha partecipato allo studio, è probabile che la stella serpentina passasse la maggior parte della sua vita aggrappata a questi echinodermi a forma di piante.

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