Nuova tecnica ad ultrasuoni per stimolazione transcranica migliora prestazioni del cervello

Stimolazione transcranica ad impulsi con ultrasuoni (credito: doi: 10.1002/advs.201902583 - Advanced Science - Wiley Online Library)

Dopo uno sviluppo durato sei anni, un team di ricercatori del Dipartimento di Neurologia dell’Università Medica di Vienna annuncia una nuova tecnica ad ultrasuoni che può migliorare in maniera significativa le prestazioni del cervello soprattutto per le persone che soffrono di morbo di Alzheimer, di Parkinson o di sclerosi multipla.
In queste patologie, infatti, i neuroni cerebrali vengono persi costantemente e ciò porta a perdite di memoria, disturbi nel linguaggio e nel movimento e a sbalzi d’umore nonché ai classici tremori del Parkinson.

I ricercatori, guidati da Roland Beisteiner, hanno sviluppato un nuovo metodo che rappresenterebbe, come descritto nel comunicato stampa pubblicato dallo stesso sito dell’Università viennese, “una novità mondiale”.
La tecnica ad ultrasuoni è non invasiva e può raggiungere tutte le zone del cervello per attivare i neuroni e per rigenerare funzioni altrimenti perse.
Il metodo, denominato stimolazione transcranica ad impulsi con ultrasuoni (TPS), consente di penetrare e stimolare tutte le zone del cervello con impulsi ad ultrasuoni che vengono erogati direttamente nel cranio.

La procedura è indolore e può essere eseguita con il paziente pienamente cosciente.
L’impulso emesso dal dispositivo ha una larghezza d’onda tra i 3 e i 5 mm e una lunghezza di circa 3 cm. Il metodo necessita di una mappa accurata del cervello eseguita preventivamente tramite risonanza magnetica.

Grazie a questo “sistema di navigazione”, durante la procedura il neurologo può individuare su schermo dove deve essere consegnato l’impulso ed in generale eseguire tutta la procedura in maniera molto precisa, come afferma lo stesso Beisteiner.
A differenza della stimolazione magnetica transcranica (TMS), questo nuovo metodo fornisce infatti una maggiore precisione per un’attivazione cerebrale profonda.

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