Nuova tecnologia con materiale spesso solo due atomi potrebbe consentire di archiviare informazioni in unità molto più sottili

Una nuova tecnologia basata sul tunneling elettronico quantistico ottenuto attraverso una pellicola sottile a livello atomico potrebbe rendere il processo di lettura e in generale di archiviazione delle informazioni digitali molto più veloce ed efficiente rispetto alle attuali tecnologie secondo un comunicato emesso dall’Università di Tel Aviv e secondo il relativo studio pubblicato su Science.
Questa nuova tecnologia potrebbe permettere l’ideazione di un nuovo metodo per stipare le informazioni elettriche in un’unità molto più sottile.

I ricercatori sono riusciti, per la prima volta, a diminuire lo spessore dei dispositivi cristallini che si trovano nel computer a soli due atomi. Secondo i ricercatori questo nuovo dispositivo è molto più veloce e permette una maggiore densità dei dati nonché un consumo energetico minore.
Per fare questo hanno usato un materiale bidimensionale fatto da strati di boro e di azoto caratterizzate dallo spessore di un atomo. Hanno disposto questi strati componendo una struttura esagonale che si ripete più volte.

“Nel suo stato tridimensionale naturale, questo materiale è costituito da un gran numero di strati posti uno sopra l’altro, con ogni strato ruotato di 180 gradi rispetto ai suoi vicini (configurazione antiparallela)”, spiega Ben Shalom, uno degli scienziati impegnati nel progetto.
I ricercatori sperano che questa scoperta possa permettere una miniaturizzazione ancora maggiore dei dispositivi elettronici odierni e l’ideazione di metodi migliori per controllare le informazioni nei dispositivi del futuro. Oltre che nei dispositivi informatici, una tecnologia del genere potrebbe inoltre essere utilizzata in altri dispositivi tra cui rilevatori, quelli impiegati per la lo stoccaggio nonché la conversione dell’energia e quelli che interagiscono con la luce.

Note e approfondimenti

  1. Interfacial ferroelectricity by van der Waals sliding | Science (IA) (DOI: 10.1126/science.abe8177)

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