Nuove lenti a contatto erogano farmaci per giorni anche nella parte posteriore della retina

La retina sviluppata dai ricercatori (credito: Katherine C. Cohen/Boston Children's Hospital)

Un nuovo passo avanti è stato fatto per quanto riguarda le lenti a contatto che possono rilasciare farmaci, un’alternativa molto promettente che può sostituire il fastidio dei colliri quotidiani.

Un gruppo di ricercatori Massachusetts Eye and Ear e del Boston Children’s Hospital ha realizzato lenti a contatto che possono inoculare farmaci anche nella parte posteriore della retina, ossia quella più difficile da raggiungere ma che comunque va trattata nel contesto di diverse malattie retiniche.

Attualmente per curare quest’area interna della retina si fa ricorso ad iniezioni oculari oppure ad impianti, due metodi che purtroppo hanno degli effetti collaterali. Inoltre non bisogna mai sottovalutare la paura del paziente nei confronti di un ago che deve essere
infilzato nella pupilla.

Le nuove lenti a contatto, che sono state presentate in uno studio su Biomaterials, sono già state testate dai ricercatori i quali le hanno utilizzate per erogare nella parte posteriore della retina di alcuni animali il desametasone, uno steroide che si usa per le infiammazioni.

Durante questi test le lenti mostravano di poter fornire in maniera sicura una somministrazione prolungata del farmaco alla retina nel corso di una settimana con lo stesso livello di efficacia delle iniezioni oculari.
Ora i ricercatori sperano di eseguire i primi test anche sugli esseri umani.

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