
Una ricerca internazionale pubblicata su Nature Communications[1] ha rivelato che un’intensificazione delle correnti oceaniche profonde nell’Atlantico settentrionale, 3,6 milioni di anni fa, coincise con un brusco raffreddamento dell’emisfero nord.
Un cambiamento nei sedimenti svela il passato
I ricercatori hanno analizzato carote sedimentarie prelevate a est della dorsale medio-atlantica, notando un passaggio netto da sedimenti chiari e carbonatici a fanghi grigio scuro, ricchi di argilla. Questo segnale è stato osservato in diversi siti ma solo sul lato orientale della dorsale, suggerendo un cambiamento improvviso nella dinamica delle correnti profonde.
L’accensione della ISOW e il raffreddamento globale
Le analisi indicano che la corrente profonda ISOW (Iceland-Scotland Overflow Water) ha subito un’intensificazione intorno a 3,6 milioni di anni fa. Questa corrente, parte integrante della circolazione termoalina, trasporta acque fredde verso sud a grandi profondità. Il rafforzamento di questa circolazione potrebbe aver contribuito al raffreddamento dell’Artico e alla formazione delle calotte glaciali nell’emisfero nord.
Correnti distinte con storie diverse
Mentre la ISOW mostra una chiara accelerazione nel periodo studiato, la DSOW (Denmark Strait Overflow Water) sembra essere rimasta stabile. Questo indica che le componenti della circolazione profonda non si comportano sempre in modo uniforme, e vanno considerate separatamente quando si studiano le dinamiche climatiche del passato.
Le implicazioni per il futuro del clima
Secondo gli autori, guidati da Matthias Sinnesael e Boris Karatsolis, comprendere come queste correnti si siano comportate in un passato caldo simile al nostro futuro potrebbe offrire indizi preziosi per prevedere gli effetti dei cambiamenti climatici attuali. Ma serviranno ancora più dati per stabilire se questo meccanismo può effettivamente innescare nuovi cambiamenti climatici globali.


