Nuove prove del riscaldamento dell’Artico trovate in un lago canadese

Lago Hazen (credito: File:Hazen.png - Wikimedia Commons, NASA, PD, cropped)

Un nuovo studio rivela nuove prove per quanto riguarda gli effetti del cambiamento climatico nella zona dell’Artico. Lo studio, disponibile su Nature Communications (vedi il link più sotto) è stato condotto da Igor Lehnherr, geografo dell’Università di Toronto, Mississauga.
Secondo lo studioso, e secondo i dati che ha analizzato, nella regione artica del Canada, una regione da sempre ritenuta come “neutra” per quanto riguarda il riscaldamento globale prodotto dall’uomo e dall’inquinamento, sta invece reagendo ed in maniera anche abbastanza rapida, proprio al riscaldamento delle temperature.

Lo studio si è avvalso soprattutto dell’analisi dei dati riguardanti il lago Hazen, il più grande del mondo situato a nord del Circolo Polare Artico.
Come dichiara lo stesso Lehnherr, “Anche in un luogo così a nord, non c’è più abbastanza freddo da impedire che i ghiacciai si restringano. Se questo posto non è più favorevole alla crescita dei ghiacciai, non ci sono molti altri rifugi rimasti sul pianeta.”

S dati i analizzati risalgono fino agli anni 50 dello scorso secolo e mostra come l’ecosistema del lago sia rimasto sostanzialmente stabile per centinaia di anni per poi cambiare sensibilmente nelle ultime decine di anni.
Soprattutto i cicli biogeochimici risultano accelerati e si osserva una quantità maggiore di nutrienti organici, di contaminanti di carbonio che vanno ad intaccare tutto il sistema.

Fonti e approfondimenti



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