Nuovo antibiotico uccide anche i batteri più resistenti

Un team di ricercatori dell’Università di Princeton afferma, tramite uno studio apparso su Cell, di aver scoperto che un particolare composto, denominato SCH-79797, può rivelarsi un’ottima arma, una sorta di “freccia avvelenata”, per contrastare ed eliminare i batteri resistenti agli antibiotici.

Le infezioni provocate da batteri possono essere di due tipi: Gram-positive e Gram-negative. Quelli più difficili da sconfiggere sono i batteri Gram-negativi soprattutto perché dispongono di una vera e propria corazza che li difende dall’azione degli antibiotici.
E li difende così bene che negli ultimi trent’anni non è stata creata praticamente nessuna nuova classe di farmaci per uccidere batteri gram-negativi.

Il nuovo antibiotico messo a punto di ricercatori di Princeton, basato sul nuovo composto, “è il primo antibiotico che può colpire Gram-positivi e Gram-negativi senza resistenza”, come spiega Zemer Gitai, professore di biologia e autore senior dello studio.
Si tratterebbe di una sorta di “Santo Graal” di tutto il settore della ricerca sugli antibiotici: un antibiotico che non solo è efficace e elimina i batteri ma che è contemporaneamente esente alla resistenza che gli stessi batteri inevitabilmente tendono a sviluppare tramite l’evoluzione quindi con il passaggio di generazione in generazione.

I ricercatori hanno testato il nuovo antibiotico su specie di batteri conosciute perché molto resistenti agli antibiotici, tra cui il Neisseria gonorrhoeae, un batterio che sviluppa la gonorrea. Per quest’ultimo hanno utilizzato il ceppo più resistente conosciuto, quello che sostanzialmente resiste a tutti gli antibiotici mai creati.
Il nuovo antibiotico basato sul SCH-79797 riusciva invece ad uccidere i batteri di questo ceppo.

Il problema iniziale era che questo composto, oltre ad uccidere batteri, uccideva anche le cellule umane. I ricercatori hanno dunque creato un derivato, poi denominato irresistina-16 (denominazione che ricorda che è un composto “irresistibile” a qualsiasi tipologia di resistenza che i batteri sviluppano). L’ irresistina-16 è stato poi provato sui topi infetti da N. gonorrhoeae con successo.

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