Nuovo coronavirus, nuovi composti scoperti da scienziati sembrano rallentarlo

Il composto UMB18 (multicolore) si lega alla struttura 3D del complesso proteico SKI (color argento) (credito: University of Maryland School of Medicine)

Nuovi composti che potrebbero rilevarsi utili per contrastare il SARS-CoV-2, il virus che causa la COVID-19, sono stati scoperti in laboratorio da un team di ricercatori della Scuola di Medicina (UMSOM) e della Scuola di Farmacia (UMSOP) dell’Università del Maryland. Questi composti, come descritto nello studio pubblicato su PNAS, sembrano infatti interrompere le funzioni di un importante complesso proteico che è presente nelle cellule umane.

Questo complesso proteico è usato dal nuovo coronavirus per replicarsi e per sopravvivere. Nuovi farmaci antivirali basati su questi composti potrebbero rivelarsi utili anche per altri virus quali altri coronavirus, il virus dell’influenza e quello dell’Ebola.
Il complesso proteico su cui sono concentrati i ricercatori è denominato “complesso SKI”. Si tratta di un gruppo di proteine che regola alcuni funzionamenti della cellula umana e che svolge un ruolo cruciale per la replicazione del nuovo coronavirus. Quest’ultimo replica il suo materiale genetico, il cosiddetto RNA, all’interno delle cellule in cui si introduce sfruttando proprio questo complesso proteico.

Dunque interrompere le funzioni di questo complesso proteico potrebbe impedire al virus di replicarsi e dunque di diffondersi nel corpo, come lascia intendere Matthew Frieman, un professore associato di microbiologia e immunologia dell’UMSOM che ha partecipato allo studio: “Abbiamo anche identificato composti che hanno preso di mira il complesso SKI, non solo inibendo i coronavirus, ma anche i virus influenzali e i filovirus, come quello che causa l’Ebola”.
I composti chimici scoperti da ricercatori si legano al sito del complesso SKI mostrando un’attività antivirale, un primo passo molto importante nell’eventuale realizzazione di nuovi farmaci antivirali, anche in relazione a future pandemie scatenate da ulteriori coronavirus o virus influenzali.

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