Nuovo dispositivo anti abbandono con radar individua bambini lasciati soli nelle auto

I ricercatori Mostafa Alizadeh e Hajar Abedi provano il nuovo dispositivo antiabbandono in un'auto (credito: Università di Waterloo)

È un vero e proprio dispositivo “anti abbandono” quello sviluppato dai ricercatori dell’Università di Waterloo. Si tratta di un sensore, definito come “piccolo ed economico”, che innesca un allarme quando un bambino viene lasciato solo in un veicolo.
Lo stesso sensore sfrutta tecnologie quali quella radar e l’intelligenza artificiale per rilevare quando un bambino è rimasto incustodito. Il livello di accuratezza sarebbe dirittura del 100%.

Il nuovo dispositivo, abbastanza piccolo tanto che può stare anche nel palmo di una mano, può essere facilmente fissato in auto, ad esempio dietro lo specchietto retrovisore o anche sotto la parte interna del tettuccio. Il dispositivo invia dei segnali radar nell’ambiente interno dell’auto e, come fa ogni tecnologia radar, questo stesso segnale viene riflesso fornendo informazioni riguardo alla presenza di un corpo (di un bambino ma anche di un animale).
Una software interno al dispositivo, basato su tecniche dell’intelligenza artificiale, analizza il segnale riflesso e, potendo distinguere tra un essere vivente e un oggetto inanimato (può infatti rilevare i sottili movimenti che si fanno respirando) emette il responso.

Come specifica George Shaker, un professore di ingegneria presso la Waterloo e uno dei progettisti del dispositivo, questo sensore può risolvere “un grave problema livello mondiale”.
Quello dei bambini piccoli lasciati da soli in auto non può più essere considerato un evento fortuito e raro: come dimostrano anche le cronache italiane, questi avvenimenti accadono sempre più spesso e possono riguardare anche genitori “senza macchia” in termini di accudimento e di responsabilità nei confronti dei bambini stessi.

Esaminando il numero di occupanti all’interno di una vettura, questo dispositivo può comunque essere utilizzato anche per altri scopi. Ad esempio può essere utilizzato per stabilire delle tariffe per servizi di condivisione dei veicoli (il cosiddetto “car sharing”) oppure per quelle strade a pedaggio che debbono quantificare il numero degli occupanti di un veicolo, eccetera.
Si rivela utile, inoltre, anche per gli animali: anche i casi degli animali lasciati soli in auto,con tanto di sofferenze fisiche che possono arrivare nei casi più gravi anche al decesso, stanno dimostrando di non essere per nulla rari.

Come fa notare il comunicato stampa che presenta il dispositivo, che è stato presentato in una conferenza internazionale tenutasi a Montreal, non essendo dotato di alcuna telecamera si tratta di un congegno che preserva anche la privacy, una caratteristica da non sottovalutare.
E ancora, lo stesso dispositivo non ha punti ciechi, come fa notare lo stesso Shaker: essendo dotato di tecnologia radar può determinare la presenza di corpi anche al di là di un sedile, per esempio.
Uno studio che descrive più in dettaglio il dispositivo è stato poi pubblicato su arXiv (secondo link più sotto).

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook