Dispositivo impiantabile nel cervello permette percezione visiva ai non vedenti

Un impianto cerebrale che permette alle persone che hanno perso la vista di poter usufruire di una sorta di nuovo sistema di visione è stato sviluppato dagli scienziati dell’Università della California a Los Angeles.
L’impianto è stato già testato su una persona, Jason Esterhuizen, diventata cieca sette anni fa a seguito di incidente d’auto.

Il dispositivo sperimentale è stato impiantato nel suo cervello e, anche se non fornisce una vera visione della realtà che circonda il paziente, migliora comunque capacità di questi ultimi di destreggiarsi nell’ambiente e di fare cose che, come riferisce lo stesso paziente su cui il dispositivo è stato testato, di “fare cose che prima non potevo fare”.

Il dispositivo è del tutto impiantabile e non deve essere collegato ad altri dispositivi esterni, come riferisce Nader Pouratian, neurochirurgo dell’UCLA e uno degli autori delle ricerche. Questo significa che può essere utilizzato anche mentre si cammina.

Il dispositivo impiantato nel cervello converte, in modalità wireless, le immagini catturate da una piccola videocamera in impulsi elettrici. Questi ultimi vanno a stimolare 60 elettrodi impiantati sulla corteccia visiva del cervello in modo che questo possa percepire modelli di luce che possono poi essere interpretati come veri indizi visivi.

In sostanza il paziente vede dei punti bianchi su uno sfondo nero e a seconda del numero dei punti acquisisce informazioni sul proprio ambiente. Per esempio se una persona si avvicina al soggetto, quest’ultimo vedere tre piccoli punti; più si avvicina, più punti si illuminano. Al momento lo stesso dispositivo è in fase di testa su altre sei persone.

Secondo Pouratian può essere utilizzato per “ripristinare la visione utile ai pazienti accecati da glaucoma, retinopatia diabetica, cancro e traumi”.

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