Nuovo farmaco anti piastrinico previene coaguli di sangue senza effetti collaterali

Xiaoping Du con lo studente Yaping Zhanga in un laboratorio del College of Medicine Research Building (credito: Joshua Clark/University of Illinois at Chicago)

È uno nuovo farmaco che contrasta i coaguli di sangue nel corpo senza causare, come effetto collaterale, il sanguinamento. Quest’ultimo può essere infatti considerato come un effetto collaterale comune di farmaci antipiastrinici in commercio.
Il nuovo farmaco, creato da un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago, viene descritto in uno studio presentato su Science Translational Medicine.

Secondo i ricercatori il nuovo farmaco si è rivelato efficace anche per trattare l’infarto negli animali da laboratorio.
Come spiega, un professore di medicina e farmacologia del College of Medicine, oggi i farmaci antipiastrinici sono effettivamente utili per impedire la coagulazione del sangue e quindi per contrastare rischio di infarto ma possono avere un effetto collaterale che può risultare molto problematico: vanno ad interrompere il processo che le piastrine mettono in atto quando devono contrastare il sanguinamento di un vaso sanguigno lacerato.

In questi casi si può arrivare ad un’emorragia anche grave e quindi a rischi per la vita. Questo nuovo farmaco, secondo quanto descrive lo stesso Du, invece, previene il coagulo di sangue ma non induce al sanguinamento, diversamente dalla maggior parte degli altri farmaci simili.
Il nuovo farmaco si basa su una scoperta che Du i suoi collaboratori avevano fatto in precedenza: quella relativa ad un meccanismo di segnalazione fondamentale nel processo di coagulazione del sangue ma non necessario per il processo di adesione alle ferite dei vasi sanguigni da parte delle piastrine e quindi nel processo di prevenzione sanguinamento.

Hanno quindi derivato un peptide e lo hanno inserito in una nanoparticella per trasportarlo nelle piastrine in modo da colpire questo meccanismo di segnalazione.
Per ora il farmaco, denominato “M3mP6 high-loading peptide nanoparticle”, è stato testato solo sui topi con i quali i ricercatori hanno ottenuto ottimi risultati in termini di coagulazione ridotta, danni al cuore e infiammazione ridotta nonché di un miglioramento della funzione del cuore.

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