Nuovo materiale simile alla pelle è fatto con proteine della seta

Abstract grafico dello studio (credito: DOI:10.1016/j.matdes.2021.109631 - Materials & Design)

Sono diversi i laboratori nel mondo che stanno cercando di trovare un’alternativa alla pelle, un tessuto non tessuto di origine animale che rappresenta un settore che è in continua crescita e che richiede l’allevamento di miliardi di bovini in tutto il mondo. I ricercatori della scuola di ingegneria della Tufts University annunciano, tramite un nuovo studio apparso sulla rivista Materials & Design, la creazione di un nuovo materiale che forse potrebbe rappresentare un’ottima alternativa. Questo nuovo materiale, secondo il comunicato stampa emesso dall’università, avrebbe la consistenza, la flessibilità e un livello di rigidità simili a quelli della vera pelle e, soprattutto, questo nuovo materiale risulterebbe “sostenibile”, ossia non tossico e in generale rispettoso per l’ambiente.

I ricercatori sono partiti dalla seta che in questo caso, invece di essere tessuta, è stata prelevata direttamente dai bozzoli di bachi da seta ed è stata scomposta in fibre sulla base dei suoi componenti proteici. Dopo aver scomposto la seta in proteine hanno utilizzato queste ultime per realizzare il nuovo materiale che risulta molto simile alla pelle.
Il nuovo materiale, che può essere stampato in diverse trame, può resistere alla piegatura nonché ad altre tipologie di trazioni tra cui lo stiramento, caratteristiche tipiche della vera pelle.

Fiorenzo Omenetto, professore alla Tufts e direttore del Tufts Silklab, spiega che ridurre al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche ma mantenendo al contempo le qualità le caratteristiche della vera pelle è stato l’oggetto degli studi del suo laboratorio: “Usando la seta, così come la cellulosa dai rifiuti tessili e agricoli e il chitosano dai rifiuti dei molluschi e tutti i prodotti chimici relativamente delicati usati per combinarli, stiamo facendo progressi verso questo obiettivo”.
La produzione di questa nuova pelle a base di seta viene infatti attuata con un processo che si basa sull’acqua e sull’utilizzo di sostanze chimiche delicate. Queste ultime vengono usate a temperatura ambiente e, come scarto, producono sostanze non tossiche. Tramite poi il processo della stratificazione 3D computerizzata è possibile creare in serie diversi pattern regolari che possono avere una forza ed un livello di flessibilità diversi a seconda dell’utilizzo. Una volta entrato nel ciclo dei rifiuti, poi, questo nuovo materiale è del tutto biodegradabile.

Note e approfondimenti

  1. Tufts SilkLab Creates Leather-like Material from Silk Proteins | Tufts Now (IA)
  2. Additively manufactured leather-like silk protein materials – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.matdes.2021.109631)

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