Nuovo metodo per individuare quasar con più precisione ideato da scienziato russo

Un team di astrofisici riporta uno nuovo metodo per individuare con più efficienza i quasar. Il nuovo metodo è simile a quello degli occhiali che si devono indossare nei cinema quando si guarda un film in 3D: ciascun occhio viene “alimentato” con una luce da una particolare polarizzazione, sia verticale che orizzontale.
Con questo metodo, i ricercatori sono riusciti ad individuare la luce proveniente da due diverse regioni dei quasar, ossia quella dei loro dischi e quella degli getti, in base alla loro diverse colorizzazione.

I quasar sono enormi buchi neri supermassicci che vedono della materia e dei gas orbitare intorno a loro ad altissima velocità. Parte di questa materia e di questi gas, prima di superare l’orizzonte degli eventi, rimbalza e si tramuta in due enormi getti di plasma diretti in direzione opposta ad altissima velocità, vicina a quella della luce.
I due getti simmetrici sono sempre ben visibili e sono sostanzialmente proprio questi due getti, più il disco di accrescimento, a permettere l’individuazione del buco nero stesso. I due getti sono espulsi lungo l’asse di rotazione del buco nero.

I telescopi “classici” individuano i quasar sostanzialmente come un minuscolo punto lontano e non possono distinguere tra la luce dei getti e quella del disco di accrescimento. I radiotelescopi offrono una risoluzione un po’ più alta e con essi è possibile rilevare la direzione dei getti. Tuttavia gli stessi radiotelescopi non possono raccogliere informazioni riguardo al disco di accrescimento.

Yuri Kovalev, ricercatore dell’Istituto di fisica e tecnologia di Mosca, insieme ai colleghi ha pensato dunque di ideare un nuovo metodo unendo i punti di forza di entrambi i telescopi per discernere le varie polarizzazioni sia del disco di accrescimento che dei getti.
Lo stesso scienziato dichiara: “Si è scoperto che misurando la polarizzazione della luce raccolta dal telescopio, possiamo dire quale parte della radiazione proviene dal getto e determinare la sua direzione. Questo è analogo al modo in cui gli occhiali 3D consentono a ciascun occhio di vedere un’immagine diversa.

Approfondimenti


C’è un errore?

Hai trovato un errore in questa pagina? Segnalacelo!

Disclaimer notizie

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile di altri siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Notizie scientifiche.it usa i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione (Leggi di più)


Dati articolo