Nuovo metodo permetterà di usare esosomi come biomarcatori per malattie

Un nuovo metodo che mappa le proteine sulla superficie di un gran numero di singoli esosomi è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Uppsala e della società Vesicode AB.

Gli esosomi, composti presenti sia nel nucleo che nel citoplasma della cellula, vengono rilasciati da tutte le cellule del corpo e sono in grado di trasferire proteine e acidi nucleici di cellula in cellule consentendo una sorta di comunicazione intercellulare.
Possono essere considerati come ottimi biomarcatori per la progressione di varie malattie come quelle neurodegenerative oppure il cancro.

Per utilizzarli come biomarcatori è però necessario distinguerli in base ai complementi protetti superficiali che contengono.
Tuttavia è sempre risultato difficile identificare esosomi specifici e la regione tissutale da cui provengono.

Il nuovo metodo, denominato proximity-dependent barcoding assay (PBA), permette di rivelare la composizione proteica superficiale di singoli esosomi usando delle tecniche per il sequenziamento del DNA di nuova generazione.

Di Wu, ricercatore e inventore di questa tecnologia nonché fondatore della stessa Vesicode AB, così commenta questo nuovo metodo: “Questa tecnologia non solo gioverà ai ricercatori che studiano gli esosomi, ma consentirà anche la scoperta di biomarcatori ad alto rendimento. Svilupperemo e valideremo ulteriormente la tecnologia PBA e forniremo assistenza ai ricercatori a partire da quest’anno. Riteniamo che l’analisi del singolo esosoma consentirà a questa entusiasmante classe di biomarcatori di raggiungere il suo pieno potenziale”.

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