Nuovo modo per individuare esopianeti: analizzare effetti del campo magnetico della stella

Potrebbe rivelarsi come un nuovo metodo per scoprire o comunque per analizzare gli esopianeti quello individuato da un team di scienziati che hanno utilizzato il radiotelescopio a bassa frequenza LOFAR nei Paesi Bassi.
I ricercatori hanno infatti osservato le onde radio causate dall’interazione tra il campo magnetico della stella e i pianeti in orbita intorno ad essa, interazioni che portano alla formazione di una sorta di aurora intorno al pianeta stesso.

È la prima volta che si analizza l’emissione radio dell’interazione stella-pianeta ed è la prima volta che si decifrano questi segnali.
Secondo gli stessi astronomi, queste informazioni potrebbero rivelarsi utili anche per determinare il livello di abitabilità del pianeta stesso.
Per esempio, per il pianeta preso in considerazione, poi analizzato anche con il telescopio HARPS-N in Spagna, è stata esclusa la possibilità che il compagno interagente possa essere una stella e si è giunti alla conclusione che molto probabilmente è un esopianeta. Sistemi binari di stelle interagenti, infatti, possono emettere la stessa tipologia di segnale radio ma in questo caso questo scenario è stato escluso.

Sembrano informazioni di poco conto ma c’è da specificare che un esopianeta orbitante intorno ad una stella non è percettibile con alcun telescopio e si fa ricorso a metodi terzi per capire la sua presenza. Questo perché la luce della stella, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, è così potente che non lascia possibilità di individuare il pianeta stesso.

In questo caso ricercatori si sono concentrati sugli esopianeti intorno alle nane rosse, stelle più piccole e meno potenti, a livello di luminosità, del Sole.
Tuttavia le nane rosse hanno, almeno di solito, di campi magnetici più forti del Sole stesso. Questi campi magnetici possono erodere le atmosfere dei pianeti più vicini che orbitano intorno ad essa e questa “erosione” porta a delle emissioni radio che possono essere percepite dagli strumenti che già esistono.

“Il movimento del pianeta attraverso il forte campo magnetico di una nana rossa si comporta come un motore elettrico nello stesso modo in cui funziona una dinamo da bicicletta”, dichiara Harish Vedantham, ricercatore dell’Istituto Olandese per la Radioastronomia (ASTRON). “Questo genera un’enorme corrente che alimenta le aurore e l’emissione radio sulla stella.”

Non si tratta di una notizia buona per coloro che cercano la vita: se alla fine si scopre che la maggior parte dei pianeti che orbitano intorno alle nane rosse vengono investiti da questi “venti stellari”, ciò non rappresenterebbe un vantaggio di certo per la vita.

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