Nuovo passo avanti nel contrasto ai superbatteri con migliori antibiotici

Il problema dei cosiddetti “super batteri”, ossia dei batteri resistono sempre di più agli antibiotici e ad ogni forma di cura, è certamente un perno fisso di molti ricercatori nell’ambito medico in tutto il mondo.
Un nuovo gruppo di scienziati dell’Università dell’Australia Occidentale dichiara di aver fatto un buon passo avanti in tal senso.

Keith Stubbs, della Scuola di Scienze Molecolari dell’UWA, dichiara infatti di aver prodotto un metodo per fermare la produzione dell’enzima AmpC b-lattamasi da parte dei batteri. Producendo questo enzima, molti batteri riescono infatti a distruggere l’antibiotico rendendo del tutto inutile l’azione di quest’ultimo.

Ciò avviene quando l’antibiotico è un b-lattamico: i batteri possono infatti ora vantare una sorta di molecola sensoriale che, una volta rilevato il b-lattamico, rilascia l’AmpC b-lattamasi distruggendolo.
I ricercatori hanno dichiarato di aver sviluppato particolare composto in grado di arrestare l’accensione dell’interruttore che rende possibile, da parte del batterio, la produzione dell’enzima AmpC. In questo modo l’antibiotico può trattare l’infezione batterica con successo.

Per ora il composto è stato testato su un ceppo batterico di Pseudomonas aeruginosa che colpisce in particolare i pazienti affetti da fibrosi cistica. Con questo composto, i batteri risultano molto più “disarmati” nei confronti degli antibiotici b-lattamici. Lo stesso Stubbs dichiara però che ulteriore lavoro dovrà essere svolto in relazione alle proprietà di questo composto.

Fonti e approfondimenti



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