Nuovo pesce indiano “gollum” inserito in una nuova famiglia di “fossili viventi”

Aenigmachanna gollum (credito: Ist. Senckenberg/Ralf Britz)

In base alla scoperta avvenuta all’anno scorso del pesce Aenigmachanna gollum, subito soprannominato Gollum per il suo aspetto strano, un ricercatore dell’Istituto di ricerca Senckenberg, Ralf Britz, ha classificato una nuova famiglia di pesci ossei denominata Aenigmachannidae. I componenti di questa famiglia sono considerati dei “fossili viventi”. Questa nuova famiglia si separò, molto tempo fa, da un’altra famiglia gemella denominata Channidae.
Il ricercatore è giunto alla nuova classificazione tramite tomografia computerizzata, genetica molecolare e morfologica.

La prima specie di questa famiglia fu individuata di corpi acquatici sotterranei sotto i Ghati occidentali, una catena montuosa dell’India occidentale, negli anni 50 del secolo scorso. Tuttavia è stata la scoperta del gollum, lo strano pesce individuato proprio in quest’area, definito anche “pesce a testa di serpente”, a permettere la classificazione di questa nuova famiglia.
Le differenze tra la nuova famiglia Aenigmachannidae e la vecchia famiglia Channidae, da cui deriva, stanno nella vescica natatoria che sembra più corta e che termina al centro del corpo e nella mancanza di un organo respiratorio accessorio, come spiega lo stesso Britz. Si tratta di differenze morfologiche che, insieme a quelle genetiche, permettono a questo gruppo di essere considerato come una nuova famiglia.

Secondo quanto analizzato dal ricercatore e tramite l’analisi filogenetica, i Channidae e gli Aenigmachannidae si sono separati in un periodo compreso tra 34 e i 109 milioni di anni fa. Gli Aenigmachannidae sono probabilmente un lignaggio sopravvissuto alla disgregazione del supercontinente Gondwana avvenuto all’incirca 100 milioni di anni fa. I pesci di questa famiglia si sono poi spostati a nord insieme al subcontinente indiano ed anche per questo possono essere considerati dei fossili viventi.
Gli Aenigmachannidae sembrano vivere perlopiù in acque dolci sotterranee circondate da rocce di laterite. Si tratta di falde acquifere sfruttate dalle popolazioni locali e, più acqua si estrae, più la loro sopravvivenza è in pericolo, come spiega ancora Britz.

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