Pterosauro di 95 milioni di anni fa classificato dopo analisi di resti trovati in Libano

rappresentazione artistica del Mimodactylus libanensis (credito: Julius Csotonyi)

Una nuova specie di pterosauro, gli iconici rettili volanti vissuti tra 230 e 65 milioni di anni fa, è stata descritta in uno studio condotto da ricercatori dell’Università dell’Alberta e del Museu Nacional di Rio de Janeiro.
I ricercatori hanno analizzato i resti fossili rinvenuti in una cava di calcare in Libano più di 15 anni fa. I risultati che i ricercatori hanno ottenuto indicano che questi animali volanti erano più diversificati di quanto immaginato in precedenza, come rileva il paleontologo Michael Caldwell, uno degli autori dello studio.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che questi rettili volanti, o almeno la specie che i ricercatori hanno analizzato, si cibavano anche di animali prelevati da specchi d’acqua poco profondi, probabilmente crostacei, così come fanno diversi uccelli marini moderni tra cui la fregata e l’albatro.
Lo studio risulta importante anche perché i resti ritrovati di pterosauri appartenenti al continente afro-arabo sono stati sempre piuttosto rari.

L’esemplare analizzato dei ricercatori, classificato come Mimodactylus libanensis, unico esemplare del nuovo genere Mimodactylus, è vissuto nel tardo cretaceo, circa 95 milioni di anni fa nell’area della cosiddetta Tetide, un lungo e stretto oceano esistito durante il mesozoico situato tra gli antichi continenti di Gondwana e Laurasia. Si trattava di acque poco profonde caratterizzate da numerose scogliere e lagune che sostanzialmente separavano quei territori che sarebbero poi diventate l’Europa e l’Africa.

Secondo i ricercatori, gli pterosauri che vivevano in quest’area sono strettamente imparentati con quelli dell’area dell’odierna Cina, in particolare con quelli della specie Haopterus gracilis, tanto che i ricercatori parlano di un nuovo clamate di pterosauri dentati.

Il campione, ora conservato al Museo di mineralogia dell’Università Saint Joseph di Beirut, è stato analizzato in collaborazione con ricercatori dell’Istituto catalano di paleontologia ICP Miquel Crusafont di Barcellona e con l’Expo Haqel, Libano.
Il luogo dove i resti di questo pterosauro sono stati ritrovati è noto anche che per i ritrovamenti di altre specie fossili, perlopiù pesci ed invertebrati, molto ben conservati ma in questo sito non erano mai stati rinvenuti tetrapodi.

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