Nuovo rilevatore giapponese Belle II entra in funzione: tenterà di scoprire perché manca l’antimateria

Rappresentazione grafica delle collisioni nel rilevatore Belle II (credito: Rey Hori/KEK)

Il rilevatore di particelle giapponese Belle II è partito con successo oggi 25 marzo. Questo rilevatore lavorerà in parallelo con l’acceleratore SuperKEKB per produrre un numero di collisioni molto più alto rispetto al processore di ben 50 volte.
Si tratta di due versioni cambiate e migliorate del precedente rivelatore Belle e dell’acceleratore KEK che hanno operato dal 1999 al 2010.

Nello specifico verranno fatti scontrare gli elettroni e i positroni, ossia le loro antiparticelle. Ciò si tradurrà nella produzione di mesoni B, ossia coppie fatte da un quark e da un antiquark. Già in esperimenti precedenti con Belle I era stato osservato il decadimento a velocità diverse tra i mesoni B e i mesoni anti-B.

Si spera che, con maggiori dettagli riguardo a questa asimmetria, si possano ottenere nuove informazioni riguardo alla mancanza di antimateria nell’universo dato che l’asimmetria che è stata osservata fino ad oggi risulta avere uno scarto troppo piccolo per spiegare la mancanza dell’antimateria. I fisici credono che debba esistere un meccanismo più potente, ancora sconosciuto e ancora non spiegato dal modello standard delle particelle.

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