Nuovo rivestimento per farmaci più “naturale” e meno dannoso per corpo umano

Credito: Olga Lionart, Pixabay, 5082031

Un nuovo rivestimento naturale molto più sottile dello spessore di un capello umano per proteggere i farmaci è stato sviluppato da un team di ricercatori dell’Università Statale dell’Ohio.
Un rivestimento del genere permetterebbe ai farmaci di contenere un numero minore di additivi, notoriamente non troppo salutari, per evitare che si degradino troppo presto.

Il rivestimento è fatto di polidopamina un materiale sintetico e dunque fatto in laboratorio ma ispirato alla natura. Con questo materiale hanno avvolto le nanofibre di peptidi, piccole catene di aminoacidi che sono alla base, oltre che di vari altri materiali, della costituzione di molti farmaci.
I farmaci, infatti, sono come i mattoni di una casa: “devono essere tenuti insieme da qualcosa”, come spiega Jon Parquette, l’autore senior dello studio nonché professore di chimica, per essere poi introdotti in sicurezza nel corpo umano.

I legami che possono tenere insieme i farmaci possono però poi essere facilmente interrotti anche dalle reazioni del sistema immunitario dello stesso corpo umano. Questo significa che i produttori stessi di farmaci si debbono “inventare” leganti e additivi sempre più resistenti e in quantità sempre più alte per far sì che i farmaci risultino efficaci.
Oltre a rendere i farmaci più costosi, queste sostanze per tenerli “in piedi” possono creare, una volta volta inserite nel corpo umano, anche degli effetti collaterali.

Il nuovo rivestimento, a base di polidopamina, che è una forma di dopamina, risulta molto resistente e non produce particolare effetti collaterali anche perché il corpo umano contiene già dopamina e dunque la polidopamina viene trattata come qualcosa che già è conosciuta.
“Con la polidopamina, possiamo creare uno strato avvolgente che è molto più stabile e in grado di resistere alle complesse situazioni all’interno del nostro corpo, che può creare un ambiente difficile per i farmaci”, spiega Mingyang Ji, un ricercatore del laboratorio di Parquette ed un altro autore dello studio pubblicato su Chemistry – A European Journal.

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