Nuovo robot raccoglitore di kiwi creato in Nuova Zelanda

Una start-up della Nuova Zelanda ha sviluppato un nuovo raccoglitore robotico di kiwi. Così come altri robot innovativi sviluppati negli ultimissimi anni nel settore della raccolta dei vegetali, anche questo robot in grado, del tutto momento, di staccare tutto dalla pianta senza danneggiare il tutto stesso e di poggiarlo in appositi contenitori, qualcosa che fino a pochissimi anni fa era di stretta competenza solo degli esseri umani.

La pandemia in corso, tuttavia, ha mostrato a tutti la crisi che il settore dell’agricoltura sta vivendo in relazione alla mancanza di personale anche per la sola raccolta dei frutti della terra, una cosa che per molte tipologie di vegetali non può essere automatizzata.
Afferrare, senza effettuare danneggiamenti, un pomodoro o una fragola, l ed imprimere a forza necessaria solo per staccarlo dalla pianta, per esempio, è qualcosa che, almeno fino a pochi mesi fa, non era possibile per nessun automa.

Si pensi a quei frutti che, ad esempio, sono letteralmente nascosti dietro le foglie o sono difficilmente raggiungibili se non da una mano umana guidata dall’intelletto. I kiwi, da questo punto di vista, sono staccabili dalla pianta in maniera relativamente più facile rispetto ad altre tipologie di frutti ma gli stessi creatori di questo un nuovo robot a quattro braccia, denominato Robotic Plus e descritto anche in uno studio apparso su Biosystems Engineering (vedi secondo link in basso), si promettono di utilizzare lo stesso concept anche con altri frutti molto più difficili da raccogliere.

Il robot, al momento, può raccogliere con successo il 51% (percentuale che con miglioramenti futuri aumenterà secondo quanto specificano i ricercatori) del numero totale di kiwi in un frutteto con un tempo medio di 5,5 secondi per ogni frutto.
La posizione del frutto e il movimento più adeguato per staccarlo vengono rilevati tramite un sistema di visione che sfrutta i più recenti progressi ottenuti nel settore delle reti neurali profonde.

In questo modo, forse, si potrà porre in parte rimedio alla forte crisi che sta coinvolgendo il settore dell’agricoltura in Nuova Zelanda in relazione alla carenza di manodopera. Steve Saunders, co-fondatore di Robotics Plus, è convinto che tecnologie robotiche come la sua saranno molto più facili da vedere nei campi fra qualche anno rispetto ad oggi.

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