Nuovo strumento informatico “legge” migliaia di studi su COVID-19 e velocizza scoperta di farmaci

I nuovi articoli scientifici sul nuovo coronavirus cominciano a fioccare a migliaia: sono decine, se non centinaia, i nuovi studi pubblicati ogni giorno e probabilmente anche i lettori di Notizie scientifiche.it si stanno accorgendo che una buona percentuale dei nostri nuovi articoli è dedicata a questo argomento (e come potrebbe essere diversamente?).
Ben presto gli articoli diventeranno migliaia e decine di migliaia. Questo significa che, per sfruttarli davvero, non basterà più un’elaborazione manuale: il volume di informazioni disponibili risulterà presto ingestibile e si dovrà far ricorso ad algoritmi, molto probabilmente specializzati solo per la ricerca del virus SARS-CoV-2.

È evidentemente di questo parere anche il team del laboratorio di bioinformatica strutturale dell’Istituto per la Ricerca in Biomedicina (IRB) di Barcellona. I ricercatori dell’istituto spagnolo, dopo aver unito le forze con Amazon, hanno infatti deciso di sviluppare un nuovo strumento computazionale per accelerare questo tipo di processo utilizzando, naturalmente, l’intelligenza artificiale.
Il nuovo algoritmo, che si serve dell’apprendimento automatico per velocizzare e per rendere più efficiente il text-mining, “legge” le migliaia di articoli scientifici per estrarre le informazioni più rilevanti, ad esempio quelle relative alle molecole o ai trattamenti studiati.

Sono, per esempio, riusciti per ora di identificare più di 150 composti che risultano potenzialmente attivi contro il COVID-19. I ricercatori hanno ora intenzione, tramite lo stesso approccio, di scoprire nuovi possibili farmaci con caratteristiche simili. I primi risultati sono già disponibili in una sezione del sito dell’istituto spagnolo (vedi il secondo link in basso).
“Ciò di cui ora abbiamo bisogno è che i gruppi di ricerca che lavorano con i trattamenti COVID-19 presentino i loro risultati”, spiega Patrick Aloy, uno dei ricercatori impegnati nel progetto. “Le nuove molecole verranno incorporate automaticamente una volta al giorno e quindi l’intera comunità scientifica disporrà di dati aggiornati, che aiuteranno ad evitare duplicazioni e genereranno nuove ipotesi che aiuterebbero a trovare il trattamento definitivo”.

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