Nuovo tipo di nanotubo fotovoltaico genera corrente quando esposto alla luce

Schema di una nanotubo a nucleo cavo visto a scala nanometrica (credito: 2019 Iwasa et al.)

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Max Planck tedesco ha realizzato uno speciale nanotubo che può essere usato come semiconduttore e che può generare elettricità proprio come fanno i pannelli solari ma in un modo diverso, come afferma lo stesso Yoshihiro Iwasa dell’Università di Tokyo, il ricercatore che l’ha realizzato.

Il nanotubo induttore di corrente è fatto da fogli arrotolati di uno speciale materiale semiconduttore basato sul disolfuro di tungsteno (WS2).
Quando attraversato dalla luce a determinate lunghezze d’onda e a determinati livelli di intensità della luce, il nanotubo trasmette la corrente ma solo quando i fogli sono arrotolati nei tubi, cosa che lo differenzia dai materiali fotovoltaici esistenti.

Diversi nanomateriali hanno già aumentato di molto la qualità dei pannelli solari fotovoltaici odierni ma essi si stanno avvicinando ai loro limiti teorici.
I nanotubi fatti a base di disolfuro di tungsteno sono strutturati in maniera diversa per ottenere l’effetto fotovoltaico. Generano quello che è denominato effetto fotovoltaico di massa (bulk photovoltaic effect, BPVE) quando sono esposti alla luce perché non sono simmetrici, differentemente da altri famosi nanotubi, come quelli di carbonio, che invece sono simmetrici e che non esibiscono l’effetto BPVE.

Attualmente, secondo Iwasa, dato che ci troviamo comunque di fronte ad un nanotubo di dimensioni nanoscopiche, esso non può essere ancora paragonato in termini di efficienza agli odierni materiali utilizzati per i pannelli fotovoltaici ma la scoperta resta comunque notevole e potrebbe essere fonte di ispirazione per nuovi pannelli futuri.

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