Nuovo transistor ad alta efficienza potrebbe rivoluzionare l’elettronica organica

Credito: Recklessstudios, Pixabay, ID: 1137492

È definito come il “primo transistor bipolare organico ad alta efficienza” quello messo a punto da un team di ricercatori guidato da Karl Leo dell’Istituto di Fisica Applicata della TU di Dresda. Come riferisce il comunicato dell’istituto tedesco, questo nuovo componente potrebbe aprire “prospettive completamente nuove per l’elettronica organica”. Il discorso varrebbe per l’elaborazione e la trasmissione dei dati e i nuovi computer con questo componente potrebbero essere particolarmente utili nel contesto della tecnologia medica. Lo studio, che descrive il nuovo transistor, è stato pubblicato su Nature.[1]

Transistor bipolari

I transistor bipolari sono transistor di “vecchio stampo” visto che i transistor unipolari ad effetto di campo sono stati creati solo dopo la creazione di quelli bipolari. Negli ultimi anni gli scienziati si stanno concentrando sui transistor fatti con materiale organico per sfruttare le caratteristiche più utili dei transistor bipolari. In particolare si stanno concentrando sui semiconduttori a base di carbonio. Inventati già negli anni 80, i transistor organici ad effetto di campo hanno ancora diversi difetti, soprattutto in termini di efficienza, in particolare se confrontati con i transistor in silicio.

Tecnologia dei transistor bipolari organici può essere ad alta efficienza

Il team di Leo, che ha collaborato con il collega Hans Kleemann, mostra che la tecnologia dei transistor bipolari organici può essere ad alta efficienza e quindi potrebbe essere introdotta nel mercato di massa. I ricercatori hanno usato strati organici molto sottili e “altamente ordinati”. Il componente permette ai transistor di essere molto più veloci dei transistor organici “classici”. I transistor creati dal team possono lavorare a frequenze operative nell’ordine dei gigahertz.

Aprirebbe la strada tantissime applicazioni nel contesto dell’elettronica organica

Secondo Shu-Jen Wang, un altro degli scienziati che ha partecipato al progetto, realizzare transistor del genere è stata una sfida. Lo stesso Leo aggiunge che è da vent’anni che sta lavorando a questo progetto e che quindi è entusiasta di poter mostrare il funzionamento di un transistor del genere con nuovi livelli altamente ordinati. Il potenziale di un transistor bipolare organico finalmente efficiente aprirebbe la strada tantissime applicazioni nel contesto dell’elettronica organica e permetterebbe l’elaborazione e la trasmissione di dati anche in modalità wireless. Una caratteristica, quella della trasmissione dati senza fili, che si rivelerebbe utilissima soprattutto nel campo biomedico.

Note e approfondimenti

  1. Erster organischer Bipolartransistor an der TU Dresden entwickelt — TU Dresden — TU Dresden
  2. Organic bipolar transistors | Nature (DOI: 10.1038/s41586-022-04837-4)

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