Nuovo trattamento non invasivo per ingrossamento della prostata usa pulsazioni elettromagnetiche

Credito: Doi: 10.1111/andr.12775 - Wiley Online Library

In uno studio su Andrology viene descritto un procedimento innovativo, realizzato dai medici dell’Università della Sapienza di Roma, che usa la terapia a campo elettromagnetico pulsato non invasivo (pulsed electromagnetic field therapy, PEMF) negli uomini con iperplasia prostatica benigna (IPB).
A seguito di un mese di trattamento, i ricercatori riportano nello studio che il volume della prostata nonché i sintomi della patologia erano significativamente diminuiti.

A beneficiare di più di questo trattamento erano quegli uomini con sintomi del tratto urinario inferiore moderati-gravi e senza sindrome metabolica. La tecnica utilizzata (PEMF) viene eseguita con onde di energia pulsata a bassa frequenza ed è già stata utilizzata per altri disturbi come quelli in ambito ortopedico. La stessa tecnica è stata utilizzata anche per ridurre il dolore per migliorare le funzioni di quei pazienti affetti da artrosi.

Il campo elettromagnetico viene prodotto da uno speciale dispositivo che aiuta a ridurre l’infiammazione aumentando la crescita nonché la dilatazione di nuovi vasi sanguigni e il rimodellamento dei tessuti. Si ottiene, alla fine, una riduzione dell’ipossia tissutale. Questa tecnica può dunque essere considerata come un’opzione non invasiva per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna.

“I pazienti erano contenti di questo semplice piano di trattamento e siamo rimasti molto contenti che i loro sintomi siano migliorati in modo significativo dopo solo un mese di trattamento, senza alcun tipo di effetti collaterali”, riferisce il professor Andrea Isidori, autore corrispondente dello studio.

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