Nuovo vaccino contro COVID 19 che usa “approccio insolito” sviluppato da scienziati americani

Credito: fernando zhiminaicela, Pixabay, 6178399

Un altro vaccino contro il virus della COVID-19 è stato sviluppato dal professore XJ Meng della Virginia Tech e dal professor Steven L. Zeichner del College of Veterinary Medicine dell’Università del Virginia-Maryland.
Secondo il comunicato emesso sul sito della stessa Virginia Tech,[1] questo nuovo vaccino ha già mostrato risultati promettenti nel corso dei primi esperimenti compiuti sugli animali.

Il nuovo vaccino è stato sviluppato tramite una nuova piattaforma che usa “un batterio a ridotto genoma per esprimere l’antigene del vaccino contro il coronavirus sulla sua superficie”, come spiega lo stesso Meng.[1] Si tratta di una piattaforma che, rispetto ad altre similari, può essere riprodotta con costi molto più contenuti.
Il nuovo vaccino, secondo il comunicato della Virginia Tech, sarebbe inoltre più facile da immagazzinare e da trasportare, cosa che ne faciliterebbe l’utilizzo nelle aree più remote e più difficili da raggiungere del globo.

Il nuovo vaccino usa quello che viene definito come “un approccio insolito”: utilizza come target principale solo una parte della proteina spike del virus, un’area denominata “peptide di fusione virale”, una zona tra l’altro universale per quanto riguarda i coronavirus e quindi presente anche nel nuovo SARS-CoV-2 e in ogni eventuale sua variante. Il vantaggio di un approccio del genere sta nel fatto che il vaccino potrebbe rivelarsi molto più protettivo anche nei confronti delle varie varianti che sono nate e potrebbero nascere in futuro dello stesso SARS-CoV-2: “Un tale vaccino, in caso di successo, sarebbe significativo valore contro i ceppi di virus varianti”, spiega lo stesso Meng.[1]

Naturalmente prima di un eventuale approvazione da parte della FDA statunitense questo nuovo vaccino dovrebbe essere prima sperimentato sugli esseri umani ma, come riferisce ancora lo stesso Meng, i risultati iniziali sono promettenti.
Oltre a realizzare un vaccino contro il virus della COVID-19, i ricercatori, con la stessa piattaforma, ne hanno anche sviluppato uno contro il coronavirus suino, denominato virus della diarrea epidemica suina o PEDV.[3] Si tratta di un virus che infetta i suini provocando, tra i vari sintomi, vomito, diarrea e febbre alta. Questo virus ha rappresentato un grande problema per molti allevatori di suini in varie regioni del mondo. È apparso negli allevamenti statunitensi per la prima volta nel 2013 e, solo negli stessi Stati Uniti, ha causato la morte di milioni di maiali.

Note e approfondimenti

  1. Virginia Tech and UVA virologists develop broadly protective coronavirus vaccines | Virginia Tech Daily | Virginia Tech (IA)
  2. Killed whole-genome reduced-bacteria surface-expressed coronavirus fusion peptide vaccines protect against disease in a porcine model | PNAS (IA) (DOI: 10.1073/pnas.2025622118)

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Data articolo