Nuovo vaccino per virus Zika protegge feto in scimmie incinte

Riduce la quantità dei virus nelle femmine di macachi Rhesus in gravidanza il nuovo vaccino sperimentale contro il virus Zika, che si inietta prima del concepimento, prodotto da ricercatori dell’Università della California a Davis.

Lo studio, pubblicato su Science Translational Medicine, mostra dunque che è possibile agire tramite vaccino su questo virus ancor prima del concepimento oltre che della nascita a seguito di esposizione allo stesso virus durante il periodo di gravidanza, come spiega Koen Van Rompay, virologo del California National Primate Research Center della suddetta università e uno degli autori dello studio.

L’esposizione al virus Zika nelle donne gravidanza e la conseguente infezione sono infatti associati a rischi molto alti di alcuni gravi effetti sul feto oltre alla morte. Tra questi ci sono la microcefalia e altre anomalie cerebrali tanto che si parla di sindrome di Zika congenita.
Attualmente non è ancora disponibile un vaccino che sia stato approvato ma ci sono alcuni vaccini, tra cui il VRC5283, che attualmente è in fase di sperimentazione iniziale sugli esseri umani.

I ricercatori hanno infatti iniettato il vaccino in alcune femmine di macachi Rhesus. Hanno poi fatto soggiornare le femmine vaccinate ed altre non vaccinate con i maschi per dare il via alla fase riproduttiva. Le femmine rimaste incinte sono poi state esposte al virus Zika durante il primo e secondo trimestre.
Le femmine vaccinate mostravano una quantità minore di virus nel sangue e lo stesso virus persisteva nel fluido per una durata più breve a seguito dell’esposizione. Le femmine vaccinate, a differenza di quelle del gruppo di controllo non vaccinate, non avevano inoltre subito alcuna perdita precoce del feto.

Verso la fine della gravidanza i ricercatori hanno tentato di estrarre il virus Zika dai feti delle femmine sia tra quelle vaccinate che in quelle non vaccinate.
11 dei 12 feti del gruppo di controllo non vaccinato mostravano l’RNA del virus ancora rilevabile. In tutti e 13 i feti del gruppo vaccinato non era invece rilevabile e ciò mostrava chiaramente che il vaccino aveva impedito la trasmissione del virus dalla madre al feto.

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