Obesità come contagio sociale, lo propone uno studio

Uno studio apparso su JAMA Pediatrics propone una nuova idea di obesità come contagio sociale: se intorno ad una persona non obesa ci sono più persone obese, c’è più probabilità che la persona non obesa lo diventi. In sostanza, andare a vivere in una comunità dove l’obesità è più comune favorisce uno stile di vita più sedentario, un’alimentazione scorretta e il sopraggiungere del sovrappeso o finanche dell’obesità.

L’obesità, in una certa misura e tenendo sempre conto di altri fattori come quelli genetici, può essere dunque paragonata ad un virus contagioso che si diffonde di persone persona in una comunità.
Lo studio si è basato sull’analisi di varie famiglie il cui capofamiglia era un militare che spesso doveva spostarsi, per motivi di lavoro, da una città all’altra.
Lo studio ha visto la partecipazione di 1314 genitori e 1111 bambini ed ha riguardato 38 diverse località negli Stati Uniti.

Le famiglie che si trasferivano nelle contee con un tasso di obesità più alto avevano una probabilità maggiore di essere in sovrappeso oppure di essere obese.
I ricercatori hanno poi analizzato anche vari fattori ambientali, pur di escludere quello relativo al contagio sociale. Hanno analizzato per esempio la mancanza di palestre oppure un più alto numero di fast-food in una determinata zona piuttosto che in un’altra. Pur prendendo in considerazione questi fattori, tuttavia, i ricercatori si sono accorti che le connessioni a livello sociale erano ancora palesi.
Secondo Ashlesha Datar, uno degli autori dello studio, anche se non è possibile in alcun modo misurare direttamente il livello di “contagio”, questa ricerca attenderebbe a supportare l’idea che l’obesità possa essere considerata come una condizione fortemente dettata dai rapporti sociali.

Fonti e approfondimenti



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