Occhio secco, sviluppato nuovo collirio a base di anticorpi che riduce secchezza

I pazienti trattati con il collirio a base di anticorpi mostravano quantità più ridotte di zone secche (macchie in blu) dopo otto settimane (credito: Sandeep Jain, et al.)

Un nuovo collirio basato su anticorpi umani aggregati è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago. Questo collirio ha già mostrato su alcuni pazienti con malattia dell’occhio secco una riduzione dei sintomi e dei segni in risposta al trattamento.
Il collirio prende come bersaglio gli autoanticorpi proteici anti-citrullinati, o ACPA, specifici anticorpi che si trovano nel liquido lacrimale umano.

La malattia dell’occhio secco è una patologia che vede una anomalia nella quantità del liquido lacrimale dell’occhio e ciò provoca regioni oculari più “secche”. Questo a sua volta può rivelarsi un problema perché pur portare alla disabilitazione del dolore nell’occhio e ad una scarsa sensibilità alla luce.
L’occhio secco, come spiega Sandeep Jain, professore di oftalmologia e scienze visive nonché autore senior dello studio, può compromettere in maniera grave anche la qualità della vita quotidiana oltre che il suo livello di visione.

È stato proprio Jain, insieme ai suoi colleghi, a scoprire che filamenti di DNA possono formare “ragnatele” sulla superficie degli occhi affetti da patologia dell’occhio secco e hanno scoperto gli ACPA come una delle cause principali dell’infiammazione.
Le gocce per gli occhi che hanno poi ideato spezzano questo “ciclo”, almeno in parte, disabilitando il sistema immunitario.

Il nuovo collirio è stato testato 27 partecipanti divisi in due gruppi: ai partecipanti del primo gruppo veniva a somministrata una goccia del collirio contenente gli anticorpi aggregati due volte al giorno per otto settimane. Il secondo gruppo era quello di controllo e ai suoi partecipanti venivano somministrati colliri senza gli anticorpi.
Le persone del primo gruppo mostravano una riduzione significativa del danno alla cornea e un miglioramento generale della situazione relativa alla secchezza oculare rispetto al gruppo di controllo.

Nel collirio sono presenti anticorpi aggregati fatti da immunoglobuline elaborate da sangue donati da più individui. In tal modo è possibile contrastare gli effetti negativi apportati dagli ACPA.
Come spiega Jain, attualmente a livello di farmaci per trattare la secchezza oculare ce ne sono solo due ma entrambi nei casi più gravi non funzionano bene.

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