Oceano sotterraneo di Encelado pieno di “carburanti” per eventuali forme di vita

Un team di scienziati planetari dell’Università di Washington annuncia che molto probabilmente Encelado, una delle lune di Saturno, vanta un oceano sotterraneo che è molto più ricco di anidride carbonica e di idrogeno e che è caratterizzato da livello di pH più alto di quanto teorizzato in precedenza.

Si tratta di una notizia positiva per quanto riguarda la possibilità di esistenza della vita, ipotesi sempre più presa in considerazione negli ultimi anni dagli studiosi riguardo proprio a questa enorme massa d’acqua presente su Encelado.
Questi elementi nell’acqua di Encelado rappresenterebbero succosi nutrienti per eventuali microbi che esistono nell’oceano, come riferisce Lucas Fifer.

Non si tratta assolutamente di una prova dell’esistenza della vita su Encelado, anche perché tutti questi elementi potrebbero esistere senza che nessuna forma di vita se ne approfitti, ma la notizia resta comunque interessante soprattutto per una migliore comprensione di questo misterioso mondo oceanico sotterraneo.

Questa oceano,considerando gli studi che si susseguono sempre più, sembra assomigliare sempre di più agli oceani della Terra con i suoi livelli di salinità e di pH molto simili a nostri mari.
Inoltre i pennacchi caratteristici che vengono gettati fuori attraverso la superficie ricoperta di ghiaccio possono fornire dati molto interessanti su ciò che si trova al di sotto.

Secondo Lucas Fifer, lo studente dell’Università di Washington che ha realizzato l’interessante studio, questi pennacchi non sono uguali a livello chimico all’acqua dell’oceano da cui vengono generati perché il processo stesso dell’eruzione cambia la loro composizione.
Ciò sarebbe dovuto ad un fenomeno di “frazionamento” in base al quale durante l’evoluzione si separano i gas e alcuni di essi restano indietro.

Si tratta di “condizioni incoraggianti” secondo il ricercatore che aggiunge che potrebbero esserci anche altre concentrazioni di ammonio, un altro carburante potenziale per la vita.
Ora non resta che campionare i pennacchi direttamente sul suolo ghiacciato, magari perforandolo, in future emissioni spaziali, per cercare segni eventuali della vita.
Fifer presenterà il proprio studio insieme ai coautori David Catling e Jonathan Tone domani alla conferenza AbSciCon2019 a Bellevue.

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