Onda di 90 metri arrivata in tutto il mondo dopo eruzione di Tonga

Credito: DALL-E di OpenAI (immagine generata da intelligenza artificiale)

L’onda dello tsunami provocato dalla potente eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga Ha’apai avvenuta nel gennaio di quest’anno avrebbe superato i 90 metri di altezza secondo un nuovo studio condotto da un professore del Dipartimento di architettura e ingegneria civile dell’Università di Bath, Mohammad Heidarzadeh.

Tsunami: scienziati lanciano allarme

Il ricercatore lancia anche una sorta di allarme per quanto riguarda i sistemi di protezione per le persone da eventi simili. Secondo Heidarzadeh questi sistemi sarebbero addirittura “30 anni indietro” rispetto ai sistemi che si usano per individuare i terremoti.

Se eruzione fosse avvenuta vicino alle coste danni enormi

L’onda che si è sviluppata dopo l’eruzione del vulcano di Tonga è stata almeno nove volte più alta di quella che è stata creata durante lo tsunami del Giappone del 2011. Tuttavia lo tsunami di Tonga ha provocato la morte di soli cinque persone grazie al fatto che si tratta di un’isola sperduta nell’oceano. Se questa eruzione fosse avvenuta vicino a coste popolate, i suoi effetti sarebbero stati enormi. Inoltre i dati pubblicati nello studio mostrano ancora una volta quanto questa eruzione sia stata “un evento gigantesco ed unico”, come spiega ancora Heidarzadeh.

Simulazioni mostrano uno tsunami in due fasi

I ricercatori hanno usato i dati relativi alle variazioni della pressione atmosferica nonché quelli delle oscillazioni del livello del mare. Questi dati sono stati inseriti in un computer per effettuare le simulazioni. Queste ultime hanno suggerito che lo tsunami che si è venuta a formare è stato unico perché le onde si sono originate non solo perché l’acqua è stata spostata dall’eruzione ma anche a causa delle onde gigantesche di pressione atmosferica. Queste onde di pressione hanno tra l’altro ha fatto il giro del mondo diverse volte e sono state registrate da diverse stazioni sparse per il globo. Si è trattato di un “doppio meccanismo” che ha permesso allo tsunami di essere individuato solo inizialmente dai centri di allerta tsunami, quando ancora l’onda non era gigantesca. Con le onde di pressione atmosferica, dopo un’ora dalla partenza dell’onda si è invece creata una seconda ondata che poi è arrivata praticamente in tutto il mondo.

Onda anomala arrivata praticamente tutto il mondo

L’onda anomala, naturalmente poi molto più ridotta in dimensioni, è stata infatti registrata sulle coste del Giappone, sulle coste occidentali degli Stati Uniti ed anche fino alle coste all’interno del Mar Mediterraneo. “Il vulcano Anak Krakatau del 2018 e le eruzioni del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai del 2022 ci hanno mostrato chiaramente che le aree costiere circostanti le isole vulcaniche sono a rischio di essere colpite da tsunami distruttivi”, spiega Aditya Gusman, una ricercatrice di un istituto di geoscienze della Nuova Zelanda, esperta di modelli di tsunami.

Note e approfondimenti

  1. Estimating the eruption-induced water displacement source of the 15 January 2022 Tonga volcanic tsunami from tsunami spectra and numerical modelling – ScienceDirect (DOI:/10.1016/j.oceaneng.2022.112165)

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