Ondate di calore stanno devastando l’Alaska a causa dello scioglimento dei ghiacci artici

Un caldo più unico che raro sta caratterizzando l’Alaska, un territorio i cui abitanti sono abituati a temperature sotto zero per gran parte dell’anno. Si parla già di record “sconvolgenti” con temperature di oltre 16° centigradi sopra la media stagionale in diverse regioni dello Stato statunitense.
E non è ancora finita: nel corso di questo fine settimana, varie città settentrionali dell’Alaska potrebbero percepire temperature da 14 a 22 °C sopra la norma, a testimonianza del fatto che questa ondata di calore continuerà ancora per qualche giorno.

Secondo Rick Thoman, climatologo che lavora presso l’Alaska Center for Climate Assessment and Policy, ondate di calore con vari picchi di temperatura inattesi dovrebbero continuare almeno fino ad aprile e dovrebbero essere avvertiti soprattutto nella zona occidentale dell’Alaska.
Il riscaldamento drammatico che l’Alaska sta vivendo negli ultimi anni è dovuto soprattutto allo scioglimento dei ghiacci marini dell’Oceano Artico. Questo riscaldamento ha già devastato le economie di varie comunità locali oltre ad avere creato non pochi problemi alla fauna locale.

Solo per fare un esempio, molte gare di cani da slitta, tra le più popolari e caratteristiche rappresentazioni folcloristiche di varie regioni dell’Alaska, sono state annullate proprio per la mancanza di ghiaccio e neve nei percorsi prestabiliti.
Questo senza parlare degli effetti che si stanno avendo sulla pesca, soprattutto quella effettuata tra i ghiacci marini che vari pescatori utilizzano come piattaforme.
Altri danni si stanno avendo al sistema dei trasporti dato che in Alaska molti fiumi ghiacciati durante l’inverno vengono utilizzati come vere e proprie autostrade per collegare villaggi e comunità locali.

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