Ora l’intelligenza artificiale può capire anche cosa sta annusando

Abstract grafico dello studio (credito: DOI: 10.1016/j.isci.2020.101361, iScience)

L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per predire come un particolare odore viene recepito dagli esseri umani. Un team di ricercatori dell’Università della California a Riverside, infatti, ha utilizzato le classiche tecniche dell’apprendimento automatico per “addestrare” uno programma informatico, attraverso un particolare dispositivo, ad odorare le sostanze chimiche.

Si tratta di una svolta che ha un potenziale molto grande e di una tecnica che potrebbe essere utilizzata in diversi settori, non solo quelli relativi alla composizione di profumi e fragranze varie.
Ad esempio questa tecnologia potrebbe essere utile per scoprire nuove sostanze o nuovi mix chimici che potrebbero sostituire quelle sostanze che oggi si utilizzano per una determinata fragranza e che magari potrebbero essere molto più costose.

In sostanza quello che fa l’intelligenza artificiale è “prevedere in che modo qualsiasi sostanza chimica avrà un odore per l’uomo”, come spiega Anandasankar Ray, un professore di biologia molecolare nonché autore senior dello studio.
Gli umani sono capaci di percepire un odore grazie a varie centinaia di recettori che si trovano all’interno del naso e che possono venire attivati dalle sostanze chimiche odorate.

I ricercatori hanno utilizzato le tecniche dell’apprendimento automatico (machine learning) per addestrare, durante una prima fase, il programma facendogli valutare un grande numero di caratteristiche chimiche abbinandole poi alle cose che emanavano tali odori, ad esempio un limone o una rosa: “L’algoritmo di apprendimento automatico può infine prevedere come un nuovo prodotto chimico emanerà l’odore anche se inizialmente potremmo non sapere se ha l’odore di un limone o una rosa”, spiega ancora Ray.

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