Organi donati da persone affette da epatite C trapiantabili grazie a terapia antivirale preventiva

In un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, un gruppo di medici e chirurghi del Brigham and Women’s Hospital conferma l’efficienza della terapia antivirale per evitare la trasmissione di epatite C da un donatore di organo infetto ad un paziente ricevente non affetto da tale patologia.
Secondo il gruppo di ricerca, che ha analizzato le reazioni e i buoni risultati nei pazienti con organi trapiantati prelevati da persone infette, gli organi toracici infetti da epatite C possono essere trapiantati in modo sicuro e senza che si debbano per forza rilevare segni della malattia nei riceventi.

Il tutto è stato possibile, secondo i ricercatori, tramite un particolare trattamento antivirale della durata di quattro settimane iniziato poche ore dopo l’operazione chirurgica. Questo trattamento impediva all’insorgenza dell’infezione dal virus dell’epatite C.
Naturalmente si tratta di una notizia molto positiva, qualora questo metodo fosse universalmente accettato, in quanto espande il numero di persone potenzialmente donatrici di organi, soprattutto cuore-polmone.

Non è la prima volta che si trapiantano organi da donatori positivi all’epatite C ma questo è il più grande studio clinico fatto fino ad oggi riguardante il trapianto di organi toraci prelevati da persone con epatite C che mostra chiare evidenze riguardo all’efficienza della terapia antivirale quando questa viene avviata entro poche ore dal trapianto: “Può prevenire l’insorgenza dell’epatite C nei pazienti e portare a risultati eccellenti “, dichiara Ann Woolley, una delle autrici dello studio.
Tutti riceventi eliminavano il virus in circa due settimane e la carica virale dell’epatite C restava non rilevabile.

Fonti e approfondimenti

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