Oro per fare terapia genica per HIV e disturbi del sangue

Nanoparticella d'oro completamente carica (credito: Fred Hutchinson Cancer Research Center) (immagine completa: clicca qui)

Le particelle d’oro potrebbero essere utilizzate nella terapia genica secondo uno studio realizzato dal Centro di ricerca sul cancro di Fred Hutchinson pubblicato su Nature Materials. In particolare le nanoparticelle d’oro possono essere utilizzate , al posto del “classico” virus inattivato”, per modificare i geni in un sottoinsieme raro ma potente di cellule staminali del sangue.
Questo metodo potrebbe essere utilizzato per realizzare strumenti di modifica genica per l’HIV e per le malattie ematiche ereditarie.

Questo perché le nanoparticelle d’oro, costituite da piccolissime sfere di un miliardesimo delle dimensioni di un granello di sale da cucina, vantano una particolare superficie che consente alle altre molecole di attaccarsi e di rimanere aderenti.
Come spiega Reza Shahbazi, un ricercatore che tra l’altro ha lavorato con le nanoparticelle d’oro per somministrare farmaci già negli anni passati, queste nanoparticelle d’oro possono “attraversare rapidamente la membrana cellulare, schivare gli organelli cellulari che cercano di distruggerli e andare direttamente al nucleo cellulare per modificare i geni”.

In particolare i ricercatori hanno scoperto che una particolare dimensione di queste minuscole sfere, ossia 19 nanometri di diametro, risulta essere particolarmente efficace in quanto né troppo grande, né troppo piccola e rende le sfere sufficientemente “appiccicose” in modo che si possano aggiungere materiali per l’editing genetico sulla loro superficie.
“Volevo trovare qualcosa di più semplice, qualcosa che trasmettesse passivamente l’editing genico alle cellule staminali del sangue”, dichiara Jennifer Adair, autrice senior dello studio.

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