Osteoporosi rilevabile anche con tomografia computerizzata a basso dosaggio secondo studio cinese

Credito: PublicDomainPictures, Pixabay, 163715

Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research, l’osteoporosi può essere rilevata anche tramite i test di imaging con tomografia computerizzata a basso dosaggio (LDCT). Si tratta di test che di solito vengono eseguiti per rilevare il cancro al polmone o comunque per altri scopi.
Secondo i ricercatori hanno condotto lo studio, questa tecnica può infatti identificare la bassa densità minerale delle ossa con un notevole grado di efficienza.

I ricercatori, appartenenti all’Accademia di ingegneria e Facoltà di medicina dell’Università di Pechino, hanno svolto gli esperimenti su 69.095 persone adulte provenienti da 14 città cinesi. A tutti i pazienti erano state effettuate scansioni del torace tramite la tecnica dell’LDCT per individuare il cancro al polmone negli anni 2018 e 2019. I dati dei pazienti mostravano che queste scansioni avevano rilevato anche l’osteoporosi con un certo grado di efficacia.

I dati raccolti con la tecnica LDCT, infatti, mostravano una prevalenza dell’osteoporosi nelle persone con un’età superiore ai 50 anni del 29% per le donne e del 13,5% per gli uomini.
Mentre per le donne i tassi erano paragonabili a quelli che si possono ottenere con le scansioni tradizionali per rilevare l’osteoporosi, negli uomini la prevalenza dell’osteoporosi, rilavata con la nuova tecnica, era doppia.

Wei Tian, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio, dichiara in relazione ai risultati raggiunti: “Il nostro studio multicentrico su larga scala della densità ossea misurata da scansioni LDCT di routine ha dimostrato il grande potenziale dell’uso dell’LDCT per lo screening opportunistico dell’osteoporosi come alternativa alle scansioni DXA standard. Il nostro studio ha rivelato la prevalenza inaspettatamente alta dell’osteoporosi negli uomini, che potrebbe avere un impatto sulla strategia di gestione degli uomini in futuro”.

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