Ottenuta immagine diretta di sistema planetario in formazione distante 370 anni luce

I due cerchi rossi individuano i due esopianeti (PDS 70b, in basso a sinistra, e PDS 70c, sulla destra) intorno alla stella PDS 70 (al centro) la cui luce è stata oscurata (credito: ESO e S. Haffert, Osservatorio di Leida)

Un gruppo di astronomi è riuscito a ricostruire un’immagine diretta di un sistema planetario che comprende più di una dozzina di esopianeti in orbita intorno alla stella PDS 70, distante da noi circa 370 anni luce.
Si tratta della seconda volta che si riesce a ricreare un’immagine diretta, attraverso una combinazione di ottica adattiva e elaborazione dei dati, di un sistema di esopianeti dopo quello della stella HR 8799.

Questo sistema planetario si rivela però forse più interessante perché ci sono ben due pianeti all’interno del disco di accrescimento che orbita intorno alla stella. Si tratta di due pianeti più interni, PDS 70b e PDS 70c.
È stato possibile individuare questi due pianeti attraverso una complessa tecnica che prevede la cancellazione della luce centrale della stella.

Il primo ha una massa da quattro a 17 volte quella di Giove e fu rilevato e fotografato anch’esso per la prima volta nel 2018. Il secondo, appena individuato, si trova vicino al bordo esterno del disco di accrescimento ad una distanza dalla sua stella simile a quella che separa Nettuno dal Sole.
PDS 70 c è meno massiccio del primo esopianeta ed è caratterizzato da una massa tra una e 10 volte quella di Giove.

La scoperta di questo sistema mostra che i dischi planetari intorno alle stelle possono essere abbastanza grande da poter essere osservati direttamente.
Già con strumenti molto potenti, come Hubble o i grandi telescopi ottici terrestri, è possibile individuare anelli o dischi intorno alle stelle e la domanda che gli astronomi si pongono quando vengono individuati è sempre la stessa: ci sono pianeti in formazione in questi anelli? In questo caso la risposta è positiva, una risposta che ci lascia pensare che in molti casi possa essere lo stesso.

E in futuro le cose dovrebbero migliorare ancora con la messa in orbita del telescopio spaziale James Webb della NASA.
Tramite sofisticate tecniche spettrali, questo telescopio permetterà di analizzare con maggior dettaglio non solo questo sistema planetario ma anche altri che contengono esopianeti in formazione.

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