Paralisi cerebrale nei neonati dopo fecondazione in vitro, rischio dimezzato in 20 anni

Il rischio di paralisi cerebrale nei neonati a seguito di fecondazione in vitro si sarebbe più che dimezzato nel corso degli ultimi 20 anni secondo uno studio. Questo dimezzamento avrebbe portato questo specifico tasso di rischio ad essere oggi paragonabile a quello delle concezioni naturali.

Lo studio è stato fatto analizzando i dati di vari studi di coorte provenienti da Danimarca, Finlandia e Svezia, e si è concentrato sul rischio di paralisi cerebrale nei bambini nati a seguito di fecondazione in vitro.
Tale rischio degli ultimi due cenni sarebbe diminuito di più del 50% e ciò sarebbe da spiegare soprattutto nel crollo delle nascite gemellari a seguito della stessa fecondazione in vitro.

Questa riduzione si sarebbe avvertita soprattutto in Europa e ancora più in particolare di paesi nordici. In questi ultimi i tassi di parti gemellari a seguito di fecondazione in vitro sono diminuiti dal 25% negli anni 1990 a meno del 5%, dato odierno.
Lo studio è stato guidato da Anne Lærke Spangmose del Rigshospitalet, l’ospedale universitario di Copenaghen.

“Il trasferimento di embrioni multipli è ancora la cura standard in molti paesi”, spiega la Spangmose. “I nostri risultati sottolineano che il trasferimento di singoli embrioni e le nascite singole dovrebbero essere incoraggiati in tutto il mondo.”
Tra l’altro la riduzione del tasso di parto multiplo a seguito di fecondazione in vitro ha causato anche una riduzione dei tassi di parto pretermine, un altro fattore di rischio per la paralisi cerebrale del neonato.

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