Parità di genere nel numero di pubblicazioni scientifiche in informatica? Solo nel 2137

Secondo uno studio pubblicato su arXiv, che ha analizzato le tendenze di genere nel contesto accademico, potrebbero volerci ben 118 anni prima che le scienziate informatiche possano arrivare allo stesso livello delle controparti maschili per quanto riguarda il numero di studi pubblicati annualmente nel settore informatico.

L’interessante risultato fa parte di uno studio che ha analizzato il mondo delle pubblicazioni scientifiche in uno scenario che prende in considerazione gli attuali trend proiettati nei prossimi decenni.
Per quanto riguarda la ricerca biomedica, le cose secondo le previsioni dei ricercatori sono invece migliori: le donne dovrebbero raggiungere questa “parità” prima del 2050.

Si tratta in ogni caso di progressi più lenti di quanto ci si aspettasse, a detta anche dagli stessi autori dello studio capitanati da Oren Etzioni dell’Allen Institute for Artificial Intelligence a Seattle.
La ricerca ha analizzato grossi set di dati e oltre 3 milioni di articoli scientifici pubblicati tra il 1970 e il 2018.
I ricercatori sono riusciti a misurare il progresso negli sforzi attuali per eliminare la diversità di genere nel campo delle pubblicazioni scientifiche, settore per settore.

Hanno utilizzato uno strumento denominato Semantic Scholar sviluppato dallo stesso istituto americano grazie al quale gli studi sono stati divisi tra quelli pubblicati da maschi e quelli pubblicati da femmine.
Il dato che ha colpito di più è stato quello relativo all’anno che i ricercatori hanno calcolato e che dovrebbe vedere la parità di genere per quanto riguarda il settore degli studi nell’informatica: solo nel 2137 le donne, con i trend attuali, vedranno un numero di ricerche pubblicate simile a quello dei ricercatori maschi.

Lo stesso discorso, anche se in misura minore, sempre in base ai dati relativi a questa ricerca, può essere fatto per la fisica.
Inoltre le collaborazioni “cross-gender”, ossia studi scientifici realizzati da team composti sia da maschi che da femmine, non stanno aumentando come ci si potrebbe aspettare.

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