Parkinson può iniziare a svilupparsi anche prima della nascita secondo nuovo studio

Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center, le persone sviluppano il Parkinson prima di cinquant’anni potrebbero essere caratterizzato dalla presenza di cellule cerebrali “disordinate” non rilevate per decenni.
Un’affermazione del genere potrebbe significare che il Parkinson stesso può iniziare prima della nascita, una scoperta che potrebbe indirizzare verso nuovi farmaci per curare questa malattia.

Sono centinaia di migliaia le persone a cui ogni anno viene diagnosticata questa malattia la cui incidenza è in aumento. La maggior parte delle persone alle quali viene diagnosticato il morbo di Parkinson ha più di sessant’anni.
I ricercatori hanno eseguito esperimenti su cellule staminali denominate cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC). Si tratta di un processo che riporta le cellule adulte “indietro nel tempo” ad uno stato primitivo, pressoché embrionale. In questo stato, le iPSC possono produrre qualsiasi tipologia di cellula del corpo, geneticamente identiche alle cellule del paziente.

In questo caso i ricercatori le hanno utilizzate per generare neuroni produttrici di dopamina di pazienti a cui è stata diagnosticata la malattia di Parkinson In età giovane.
“La nostra tecnica ci ha dato una finestra indietro nel tempo per vedere come i neuroni dopaminici avrebbero potuto funzionare fin dall’inizio della vita di un paziente”, dichiara Clive Svendsen, professore di scienze biomediche e di medicina e autore senior dello studio.

Durante gli esperimenti i ricercatori hanno scoperto due cose: un accumulo di una proteina denominata alfa-sinucleina e lisosomi (cellule che scompongono il smaltiscono le proteine) malfunzionanti.
“Quello che stiamo vedendo usando questo nuovo modello sono i primi segni del Parkinson a esordio giovanile”, dichiara Svendsen. “Sembra che i neuroni della dopamina in questi individui possano continuare a gestire male l’alfa-sinucleina per un periodo di 20 o 30 anni, facendo emergere i sintomi del Parkinson.”

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