Parte dell’acqua sulla Luna potrebbe provenire dall’atmosfera terrestre secondo nuovo studio

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Parte dell’acqua che è presente sulla Luna potrebbe provenire dall’atmosfera terrestre secondo un nuovo studio condotto da ricercatori del Fairbanks Geophysical Institute dell’Università dell’Alaska. Il team, guidato dal ricercatore Gunther Kletetschka, crede infatti che gli ioni di idrogeno e l’ossigeno che vengono emessi nello spazio dall’atmosfera superiore terrestre possono combinarsi sulla Luna e quindi formare acqua e ghiaccio. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports.[1]

Fino a 3500 chilometri cubi d’acqua formatasi da idrogeno e ossigeno provenienti dall’atmosfera terrestre

I ricercatori hanno stimato, nel nuovo studio, anche quanta acqua formatasi dagli ioni “sfuggiti” dall’atmosfera del nostro pianeta potrebbe essere contenuta nelle regioni polari della Luna: fino a 3500 chilometri cubi. Si tratta di un quantitativo di acqua che, come spiega il comunicato di università americana, potrebbe essere paragonata a quella del lago Huron in Nordamerica, considerato l’ottavo lago più grande del mondo.
La stima è stata fatta prendendo in considerazione l’eventualità che solo l’1% delle particelle che provengono dall’atmosfera terrestre raggiungano la Luna.

Come si è originata l’acqua sulla Luna

Si crede che gran parte dell’acqua che si trova sulla Luna sia arrivata grazie agli impatti degli asteroidi e delle comete, gran parte dei quali avvenuti durante il periodo del tardo bombardamento pesante, all’incirca 3,5 miliardi di anni fa. Inoltre si ritiene che parte dell’acqua possa essere provenuta anche grazie all’vento solare che trasporta ossigeno ioni di idrogeno.
Le particelle che provengono dall’atmosfera terrestre, dunque, diventano un altro fattore da prendere in considerazione.

La Luna entra nella coda della magnetosfera terrestre

Le particelle si depositerebbero sulla Luna in particolare quando il nostro satellite naturale passa attraverso la coda della magnetosfera terrestre. Durante questo transito, come suggerito anche da diverse analisi effettuate da varie agenzie spaziali mondiali, un grosso quantitativo di ioni che formano l’acqua può essere presente nella “coda”. Queste particelle possono depositarsi, e anche ricombinarsi, sulla Luna. Quest’ultima, non avendo una propria magnetosfera, non riesce a respingerle e quindi per diversi giorni può trovarsi sotto una sorta di “doccia” fatta da ioni che sono alla base dell’acqua e che poi si combinano sulla superficie lunare per formare il permafrost. Parte di questa acqua può anche diventare liquida.

Note e approfondimenti

  1. Distribution of water phase near the poles of the Moon from gravity aspects | Scientific Reports (DOI: 10.1038/s41598-022-08305-x)

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