Particolare sistema visivo a 360° dei pesci zebra analizzato in un nuovo studio

Occhio di un pesce zebra (credito: University of Sussex)

Un nuovo studio pubblicato su Current Biology ha analizzato approfonditamente il particolare sistema visivo del pesce zebra (Danio rerio), un piccolo pesce di acqua dolce della famiglia dei ciprinidi.
Questo pesce può essere considerato come il Google Street View dell’acqua non solo perché vanta una vera e propria visione a 360° ma anche perché riesce ad utilizzare diverse parti dell’occhio per eseguire funzioni divisione diverse, come l’ottimizzazione del colore, ad un utilizzo del bianco e nero oppure dell’ultravioletto.

I ricercatori dell’Università del Sussex rivelano che questi pesci riescono ad utilizzare la propria visione a 360° del mondo per rilevare i contorni di qualsiasi predatore intorno a loro. In particolare rilevano in bianco e nero i predatori posti sopra di essi ma possono individuare tramite la vista anche esseri unicellulari, di quelli di cui si alimentano, recependo la luce nei raggi ultravioletti.
Per eseguire lo studio i ricercatori si sono serviti di uno scanner iperspettrale tramite il quale sono riusciti a catturare l’intero spettro della luce recepito dai pesci zebra, incluso quello dei raggi ultravioletti.

Per arrivare a sviluppare a livello evoluzionistico questo particolare apparato visivo, i pesci zebra hanno compiuto uno sforzo evolutivo degno di nota: circa la metà di tutti i neuroni situati all’interno degli occhi costituiscono circa 1/4 del volume totale del corpo, una notevole investimento metabolico, tra l’altro.

Secondo Tom Baden, docente senior in neuroscienza presso l’Università del Sussex, l’autore principale dello studio, “Misurando l’attività di migliaia di neuroni nell’animale vivo mentre presentava stimoli visivi, abbiamo stabilito che diverse parti delle loro retine, guardando in diverse parti del mondo visivo, fanno cose diverse. Questa visione sfaccettata ha perfettamente senso per il pesce zebra in quanto è così che il colore è distribuito nel loro habitat naturale. Nel loro mondo visivo naturale, la maggior parte delle informazioni sul colore è sul terreno e l’orizzonte ma sopra di loro gli oggetti di maggior interesse sono le sagome scure, quindi la visione dei colori qui è piuttosto inutile”.

Fonti e approfondimenti



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